Dal 1° settembre trasferimenti a Vallo della Lucania. Cresce la protesta dei cittadini e si attende un tavolo tecnico con l’Asl
Da oggi, 1° settembre, il reparto di Ostetricia dell’ospedale dell’Immacolata di Sapri ha cambiato volto: resterà attivo soltanto per le emergenze, mentre tutte le partorienti in condizioni non critiche verranno trasferite all’ospedale di Vallo della Lucania.
La decisione, frutto di una delibera della Giunta regionale, era stata annunciata a luglio dal direttore generale dell’Asl Salerno, Gennaro Sosto, durante un incontro con sindaci e comitati locali. Nonostante i rinvii e le speranze di una marcia indietro, la misura è ora realtà, con pesanti ripercussioni per le famiglie del Golfo di Policastro.
Neppure l’inserimento di Sapri tra le cosiddette “aree svantaggiate” approvato dal Consiglio regionale è riuscito a garantire la continuità dei parti programmati. L’ospedale di frontiera, considerato un presidio essenziale per un’ampia fetta del territorio al confine tra Campania, Basilicata e Calabria, vede così ridimensionata una delle sue funzioni più delicate.
Sul futuro del punto nascita pesa l’incognita politica. Si attende infatti una decisione del presidente Vincenzo De Luca, che potrebbe sospendere l’applicazione del provvedimento almeno fino a fine anno, anche per il delicato clima pre-elettorale. Nel frattempo, resta aperta la strada dei ricorsi: la Regione ha già annunciato un’azione legale contro il piano di rientro, e non è escluso che anche il Comitato di Lotta per l’Ospedale e le istituzioni locali si muovano sullo stesso fronte.
Un confronto diretto con l’Asl è previsto nelle prossime settimane: a metà settembre il direttore generale Sosto sarà a Sapri per un tavolo tecnico dedicato al futuro dell’Immacolata, struttura che da anni combatte contro carenze croniche e continui ridimensionamenti.




