Sei le persone raggiunte da misura cautelare nell’ambito di una vasta operazione antidroga coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro
In particolare, per uno degli indagati è stato disposto il carcere, tre sono finiti agli arresti domiciliari e due sono stati sottoposti all’obbligo di firma. L’indagine ha permesso di disarticolare un gruppo attivo nel traffico di sostanze stupefacenti tra il Vallo di Diano e il capoluogo partenopeo.
Durante le perquisizioni i militari dell’Arma hanno sequestrato cocaina e hashish, pronte per essere immesse sul mercato locale. L’operazione ha visto impegnati numerosi carabinieri, supportati da unità cinofile, in diverse località del comprensorio valdianese e nell’area napoletana.
Le indagini proseguono per delineare ulteriori responsabilità e canali di approvvigionamento della droga.
All’alba, quando il Vallo di Diano dormiva ancora, un’imponente operazione dei carabinieri ha rotto il silenzio tra Buonabitacolo, Casalbuono e Napoli. In poche ore, sei persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di una vasta inchiesta antidroga coordinata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, che ha permesso di smantellare un gruppo attivo nel traffico di stupefacenti tra il sud della provincia di Salerno e il capoluogo campano.
Secondo quanto emerso, per uno degli indagati è stata disposta la custodia in carcere, tre persone sono finite agli arresti domiciliari, mentre altre due dovranno presentarsi regolarmente alla polizia giudiziaria per l’obbligo di firma. L’operazione, condotta dai carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, è frutto di mesi di indagini, appostamenti e riscontri sul campo che hanno consentito di ricostruire la rete di approvvigionamento e distribuzione della droga, in particolare cocaina e hashish, destinata al mercato locale.
Durante le perquisizioni domiciliari, i militari hanno rinvenuto dosi già pronte per la vendita, oltre a materiale utile al confezionamento delle sostanze. L’operazione ha visto impegnati numerosi uomini dell’Arma, coadiuvati da unità cinofile, in una serie di blitz scattati simultaneamente in diverse località del comprensorio valdianese e nell’area napoletana.
Gli investigatori ritengono che il gruppo avesse stabilito un canale stabile di rifornimento con Napoli, utilizzato per alimentare il traffico di droga nel Vallo di Diano. Le indagini, tuttavia, non si fermano qui: la Procura continua a lavorare per individuare eventuali complici e chiarire tutti i dettagli del giro illecito.


