Ricordate che questa notte tra 25 e domenica 26 ottobre le lancette tornano indietro di un’ora? Mentre l’Italia risparmia milioni con l’ora legale l’Europa è indecisa sull’abolizione del cambio semestrale
Si dormirà un’ora in più questa notte. Tra sabato 25 e domenica 26 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette dovranno essere riportate indietro di un’ora, segnando così le 2. Un gesto ormai familiare, che segna l’arrivo dei tramonti anticipati e delle mattine più luminose. Ma dietro questa consuetudine stagionale si nasconde un nodo irrisolto che da anni divide l’Europa.
Da sette anni, infatti, la proposta di abolire il cambio semestrale dell’ora giace ferma nei cassetti di Bruxelles. Nel 2018, dopo un acceso dibattito e una consultazione pubblica che aveva visto milioni di cittadini europei chiedere di porre fine allo spostamento delle lancette, la Commissione europea aveva presentato una proposta per lasciar decidere ai singoli Paesi se adottare stabilmente l’ora solare o quella legale. Da allora, però, il dossier è rimasto immobile.
“La proposta non è stata discussa in Consiglio dal 2019”, ha ammesso una portavoce della Commissione. Gli Stati membri, infatti, non riescono a trovare un’intesa: alcuni preferirebbero mantenere l’ora legale tutto l’anno per sfruttare la luce naturale più a lungo, altri invece vogliono restare con l’ora solare. La pandemia, le crisi energetiche e le tensioni geopolitiche hanno poi fatto scivolare il tema sempre più in fondo all’agenda politica europea.
Eppure i numeri continuano a dare peso alla questione. Con i sette mesi di ora legale appena conclusi, l’Italia ha risparmiato oltre 90 milioni di euro, grazie al minor consumo di energia elettrica nelle ore serali. Un risultato non trascurabile, che alimenta il dibattito sulla convenienza di mantenere il sistema attuale o scegliere una volta per tutte un orario stabile.
“Crediamo che si tratti di una decisione che gli Stati membri devono concordare e coordinare tra loro”, ha ribadito la portavoce della Commissione, ricordando che “la palla è ora nel campo dei governi nazionali”. In attesa che arrivi un’intesa, però, la vecchia direttiva resta in vigore e i cittadini europei continueranno a spostare le lancette due volte l’anno.
Per il momento, l’unica certezza è quella che fa sempre piacere: questa notte si potrà dormire un’ora in più.


