Controlli a tappeto nei mercati e lungo la costa: sanzioni per 40mila euro e sequestri record per tutelare la salute dei consumatori
Un quintale di pesce pronto per la vendita ma senza alcuna garanzia di provenienza. È quanto hanno scoperto i militari della Guardia Costiera di Salerno, insieme alla Polizia Locale, durante un controllo all’interno di un mercato rionale della città. L’intervento, avvenuto giovedì 30 ottobre, rientra in una più ampia operazione di vigilanza sulla filiera ittica che, solo nell’ultimo mese, ha portato al sequestro complessivo di oltre 750 chili di prodotti ittici non tracciati e all’elevazione di sanzioni amministrative per circa 40mila euro.




Le verifiche, mirate a tutelare la salute dei consumatori e a contrastare le frodi commerciali, hanno permesso di individuare numerose specie prive della documentazione obbligatoria: seppie, mazzancolle, acciughe, triglie, dentici, salmone, orate, calamari e merluzzi, tra le altre. Tutti prodotti sprovvisti di etichetta e tracciabilità, dunque non idonei alla vendita. Mancavano indicazioni fondamentali come l’area di pesca, gli attrezzi utilizzati, le modalità di conservazione e la provenienza del pescato.
Il pesce sequestrato è stato affidato in custodia ai trasgressori, mentre le sanzioni immediate ammontano a 4.500 euro solo per l’intervento salernitano. L’operazione, spiegano fonti della Capitaneria di Porto, rappresenta il punto culminante di una campagna di controlli intensificata nel mese di ottobre, in vista delle festività natalizie, periodo in cui cresce la domanda di prodotti ittici.
Gli uomini della Guardia Costiera hanno effettuato oltre 100 ispezioni e 300 controlli tra mare e terra, lungo l’intera costa di giurisdizione — da Positano a Capaccio Paestum — per garantire che sulle tavole dei cittadini arrivino solo prodotti sicuri e regolari.
Grazie a queste attività di accertamento, le autorità hanno impedito che pesce di dubbia origine finisse nei circuiti commerciali o nei ristoranti della zona, evitando rischi per la salute dei consumatori e ribadendo l’impegno costante della Guardia Costiera per la tutela del mare e della legalità nella filiera ittica.
Un monito, dunque, non solo ai venditori ma anche ai consumatori: conoscere la provenienza del pesce che si acquista è un gesto di consapevolezza che tutela non solo la salute, ma anche l’ambiente e l’economia locale.


