Un recital teatrale riporta al centro le vite spezzate nel Mediterraneo: testo scritto da Mariella Marchetti, regia di Mario Brancaccio
Domani sera, nella quiete della chiesa di San Nicola di Bari a Stella Cilento, prenderà voce una storia che spesso resta senza volto e senza nome. “Lettera di Amina dal profondo del mare” non è soltanto uno spettacolo teatrale, ma un racconto che attraversa le rotte del Mediterraneo, riportando alla luce chi è stato inghiottito dal silenzio. Amina è il simbolo di quelle vite spezzate durante il viaggio verso un domani diverso, vite sospese tra speranza e tragedia.
L’opera, in scena giovedì 6 novembre alle 19.15, è costruita come una lettera narrata, un dialogo tra poesia, gesto e musica. Sul palco, gli interpreti Simona Esposito e Mario Brancaccio daranno corpo e respiro alle parole scritte da Mariella Marchetti, mentre la regia di Brancaccio guiderà lo spettatore attraverso una narrazione emotiva che non cerca retorica, ma verità. Il pubblico sarà accompagnato in un viaggio che attraversa paure, sogni e frammenti di memoria, trasformando il dolore in testimonianza e la testimonianza in ascolto.
La produzione porta la firma del Cilento Festival, con la direzione artistica di Girolamo Marzano, e si inserisce in un territorio che conosce bene il valore dell’accoglienza e il peso delle partenze. Stella Cilento, piccolo borgo immerso tra colline e storia, accoglierà un racconto che appartiene al mondo ma che parla anche alle comunità locali, ricordando che dietro ogni notizia sulle migrazioni c’è una persona, un nome, una storia.




