Il direttore d’orchestra era ricoverato al San Camillo di Roma dopo una complicazione improvvisa, il direttore d’orchestra era molto legato al Cilento, in particolare a Lustra
Il mondo della musica italiana piange la scomparsa di Beppe Vessicchio, uno dei direttori d’orchestra più riconosciuti e amati dal grande pubblico. Aveva 69 anni. Il maestro è morto oggi all’ospedale San Camillo di Roma, dove era stato ricoverato a seguito di una complicazione improvvisa.
Vessicchio era legato da tempo al Cilento, in particolare a Lustra, dove era spesso ospite e aveva instaurato rapporti personali e artistici con numerose realtà locali. Negli ultimi anni non era raro vederlo partecipare a eventi culturali e musicali nel territorio.
Nato e formatosi a Napoli, Vessicchio aveva iniziato la sua carriera in sala di registrazione, collaborando con artisti come Nino Buonocore, Edoardo Bennato, Peppino di Capri, Peppino Gagliardi e Lina Sastri. Da quel percorso prese avvio una lunga stagione di attività che lo portò a firmare arrangiamenti, composizioni e direzioni per alcuni dei nomi più importanti della canzone italiana.
Particolarmente significativa la collaborazione con Gino Paoli: insieme realizzarono brani divenuti popolari come “Ti lascio una canzone”, “Cosa farò da grande” e “Coppi”. Prima ancora, nel 1975, Vessicchio aveva fatto parte del gruppo comico-musicale I Trettré, allora conosciuti come I Rottambuli. Nella formazione originaria suonava chitarra e pianoforte, occupandosi dell’impianto musicale. Lasciò il trio quando questo si avviò verso la comicità cabarettistica, concentrandosi definitivamente sulla direzione e composizione orchestrale.
Il suo nome resterà legato, in modo particolare, alla storia del Festival di Sanremo, dove per decenni è stato protagonista sul podio, diventando un volto familiare e riconoscibile anche per il grande pubblico televisivo.
La notizia della sua morte ha suscitato cordoglio nel mondo artistico e nelle comunità con cui aveva intrecciato rapporti negli anni.




