Il consigliere Aldo Guarracino segnala disagi, odori e mancanza di regole chiare, chiesta la convocazione del Consiglio comunale e un regolamento più rigido
L’allarme nasce dai racconti dei residenti, che negli ultimi mesi convivono con odori forti e continui dubbi sull’impianto di biometano attivo ad Albanella. A sollevare il tema è il consigliere comunale Aldo Guarracino, che chiede regole chiare prima che la situazione sfugga di mano.
Secondo Guarracino, la gestione dell’impianto non coincide con quanto raccontato pubblicamente. Nelle scorse settimane, il sindaco Renato Iosca ha parlato di una “svolta ecologica” e di un impianto “all’avanguardia” per il trattamento dei reflui zootecnici. Ha anche ricordato che l’autorizzazione iniziale deriverebbe dalla procedura semplificata presentata il 10 dicembre 2020 dalla RIENERGY E.S.C.O. S.R.L.
Il consigliere offre però una lettura diversa. Sostiene che «tutte le fasi della realizzazione dell’impianto sono state gestite dall’Amministrazione attuale» e ricorda due passaggi chiave: la richiesta di voltura del 4 ottobre 2022 e la segnalazione di inizio attività del 3 novembre 2022. Due atti avviati, afferma, subito dopo l’elezione del sindaco.
Nel frattempo, i lavori hanno occupato l’intera area, incluse strade pubbliche. La conseguenza è stata un lungo periodo di disagi e rallentamenti. Secondo Guarracino, sono state realizzate «opere imponenti senza interventi di mitigazione e senza manufatti interrati», contrariamente a quanto comunicato in Consiglio comunale.
Oggi l’impianto è in funzione, ma il clima intorno alla struttura resta teso. Sui social compaiono con regolarità segnalazioni di odori sgradevoli, sia nei pressi dell’impianto sia nel centro urbano. A preoccuparlo non è solo l’impatto olfattivo: il consigliere ricorda che «in questi giorni, l’impianto riceve rifiuti diversi dai reflui zootecnici», materiali che sarebbero stati confermati come “di origine e caratteristiche sconosciute”.
Per Guarracino, l’arrivo di sostanze non previste fin dai primi mesi è un campanello d’allarme. La sua preoccupazione è che l’impianto possa trasformarsi, nel tempo, in un polo di smaltimento non controllato, con rischi ambientali potenzialmente crescenti.
Il consigliere non esclude l’utilità della struttura per le aziende zootecniche, ma chiede un quadro normativo preciso. Propone un regolamento con vincoli, criteri e controlli obbligatori, limitando il trattamento ai soli reflui zootecnici. Annuncia inoltre la richiesta di un Consiglio comunale dedicato, al quale invita a partecipare tutti i cittadini.
Il timore, spiega, è di ripetere quanto già accaduto con l’installazione delle pale eoliche, decisioni che a suo parere «non portano benefici alla comunità». Oltre ai cattivi odori, segnala il continuo passaggio di autocisterne su strade poco adatte, con traffico pesante e rischi aggiuntivi.
La posizione del consigliere è netta: «non siamo contrari per ideologia», ma chiediamo «regole precise e controlli severi per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente». Un appello che si chiude con un richiamo alla responsabilità pubblica e al futuro del territorio: servono «scelte trasparenti e responsabili, nell’interesse dei nostri figli e delle generazioni future».




