Il sindaco Palmieri non partecipa all’incontro convocato dall’Ente Idrico Campano, restano aperte le tensioni con Consac: ecco la posizione di Palmieri
La frattura tra Comune di Roscigno ed Ente Idrico Campano si è consumata nelle scorse ore, quando il tavolo tecnico convocato per il 10 dicembre sulla gestione della sorgente “Casalicchio” è stato chiuso prima ancora di iniziare. A far saltare l’incontro è stata la decisione del sindaco Pino Palmieri di non partecipare, scelta comunicata con una nota ufficiale il 18 novembre.
La riunione era stata attivata per esaminare le criticità segnalate da Consac gestioni idriche spa, che gestisce il servizio idrico integrato a Roscigno, nel territorio ricadente nell’Area del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. L’assenza dell’interlocutore istituzionale principale, spiega l’Ente Idrico Campano, ha reso impossibile procedere.
Nel frattempo, l’ente ricorda a Consac gli obblighi derivanti dal ruolo di gestore del servizio idrico. Gli adempimenti riguardano la regolazione tariffaria, la qualità tecnica e contrattuale, secondo le previsioni dell’ARERA, oltre a quanto stabilito dal decreto legislativo n. 18 del 23 febbraio 2023 che recepisce la direttiva europea sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Da qui l’invito alla società a mettere in campo “ogni iniziativa necessaria” per raggiungere gli obiettivi previsti e adempiere agli obblighi verso l’Autorità giudiziaria.
Il sindaco Palmieri, nella nota inviata all’ente, non nasconde la sua posizione critica. Ricorda la fase in cui la gestione era comunale e afferma:
“Quando la gestione idrica la gestivamo noi del comune non avevamo tutti questi problemi, più volte siamo rimasti senza acqua sulla rete idrica all’improvviso, per non parlare delle tariffe, ci sono famiglie che pagano anche 500 o 600 euro all’anno, quindi di risparmio ed efficienza non se ne vede, sono stato obbligato a trasferire la gestione dell’acqua a Consac e le critiche e le polemiche le subisco io, quindi mi sono stancato, mi metto alla testa dei miei concittadini e protesto anche io, poi l’Ente Idrico Campano mi scrive bisogna scrivere alla Procura della Repubblica, allora andiamo a Processo ed attenzionare tutto ciò che grava sul sistema creato sulle partecipate”.
Una posizione netta che apre un fronte di ulteriore tensione istituzionale, in un territorio già segnato da anni di dibattito sulla gestione della risorsa idrica. La vicenda della sorgente “Casalicchio” resta dunque sospesa, in attesa di nuovi passaggi amministrativi.




