Una comunità sconvolta dopo l’insano gesto di George, residente da dieci anni a Rutino, trovato morto vicino alla diga Alento, gli investigatori analizzano il video registrato dall’uomo
Il fumo che saliva da un’area isolata nei pressi della diga Alento è stato il primo, tragico segnale di ciò che era accaduto. A notarlo è stato un conoscente, che si è avvicinato con l’intuizione che qualcosa non andasse. Pochi minuti dopo la conferma: il corpo carbonizzato di George, 46 anni, di origine romena e residente a Rutino da circa un decennio. Una scoperta che ha gettato nello sgomento l’intera comunità.
Secondo le prime ricostruzioni, George avrebbe deciso di togliersi la vita dopo aver posizionato il cellulare davanti a sé e avviato una registrazione. Un video, ora al vaglio degli investigatori, che potrebbe offrire elementi cruciali per comprendere il contesto psicologico in cui si è consumato l’estremo gesto.
Gli investigatori stanno lavorando sull’ipotesi che alla base del suicidio ci fosse una forte gelosia nei confronti della moglie. Una pista delicata, che dovrà essere confermata dagli accertamenti in corso, ma che già delinea un quadro emotivo complesso, fatto di tensioni private sfociate in una decisione irreversibile.
Il ritrovamento è avvenuto nel pomeriggio, in una zona poco frequentata ma nota a residenti e agricoltori. Dopo l’allarme lanciato dal conoscente, i soccorsi sono arrivati rapidamente, insieme ai carabinieri della stazione di Rutino e della compagnia di Agropoli, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le prime verifiche.
Sul posto è intervenuto anche il medico legale Adamo Maiese, che ha effettuato l’esame esterno della salma. Il corpo è stato posto sotto sequestro e l’autopsia è stata fissata per lunedì, con l’obiettivo di chiarire ogni dettaglio utile alle indagini e ricostruire in modo completo le ultime ore di vita dell’uomo.
A Rutino, dove George era conosciuto e benvoluto, la notizia ha lasciato un dolore profondo e molte domande ancora senza risposta.




