Premio Speciale – Pasticceria dell’Anno 2026, un riconoscimento nazionale, in uno dei palcoscenici più importanti del settore, eppure tutto nasce a Piaggine, nel cuore del Cilento
La notizia è di quelle che fanno piacere raccontare:
al Teatro Manzoni di Milano, durante 50 Top Italy, la pasticceria di Pietro Macellaro ha ricevuto il Premio Speciale – Pasticceria dell’Anno 2026.
Un riconoscimento nazionale, in uno dei palcoscenici più importanti del settore. Eppure tutto nasce a Piaggine, nel cuore del Cilento. Se già questo ti fa pensare “che storia!”, aspetta di leggere il perché.
Questa storia ha radici profonde
Pietro non è arrivato da un giorno all’altro.
La sua è una tradizione familiare che nasce da tre generazioni di pasticceri, iniziata con il nonno e proseguita di padre in figlio.
Il lavoro di Pietro, come lui stesso racconta, è fatto di fatica quotidiana, studio, creatività, viaggi, confronto e continua ricerca di materie prime pregiate.
C’è tutto: la memoria della famiglia, la passione personale e una grande capacità di ascoltare il territorio.
Qualità e territorio: una miscela che parla da sé
La Pasticceria Agricola Cilentana non è solo un nome elegante.
È la sintesi di due mondi che pochi prima di lui avevano unito con così tanta personalità: l’artigianalità della pasticceria e l’anima dell’agricoltura.
Pietro ha riportato in ogni creazione:
- rispetto per la natura
- utilizzo di ingredienti locali e spesso autoprodotti
- legame profondo con il paesaggio e la stagionalità
Questo connubio rende ogni dolce più di un semplice prodotto: è un racconto sensoriale che parte dalla terra e arriva dritto al gusto.
Il salto di qualità: una visione chiara
Qui arriva la lezione che vale per chiunque gestisca un progetto, grande o piccolo:
qualità senza identità resta invisibile.
Pietro non si è definito “pasticcere bravo”.
Ha deciso di creare e occupare una categoria ben precisa: Pasticceria Agricola Cilentana.
Così dice a chiunque entri nel suo laboratorio che non è una pasticceria come le altre.
È un luogo dove la tradizione e l’innovazione si incontrano per raccontare una storia.
Questo è ciò che nel marketing si chiama posizionamento: non essere “buoni”, ma essere unici e riconoscibili.
Il Cilento non è un limite. È un vantaggio
E qui c’è un’altra parte bella della storia:
Piaggine, paese dell’Alto Cilento ai piedi del Monte Cervati, sarebbe potuto sembrare un luogo “fuori dal mondo”.
Invece è diventato parte integrante del racconto di Pietro.
Il territorio non è un ostacolo quando lo ascolti e lo rispetti.
Così la risposta non è “andare via”, ma capire cosa puoi fare qui meglio di chiunque altro.
Una lezione semplice ma potente
Questa storia lascia un messaggio chiaro, anche per chi non fa dolci:
- Se sai chi sei e cosa vuoi diventare, il mercato ti capisce
- La qualità vera non parla da sola: ha bisogno di una storia che la sostenga
- Il territorio è un alleato, non un nemico, quando è parte della tua identità
Quando gli obiettivi sono chiari, tutto diventa più semplice:
le scelte, la comunicazione e anche il riconoscimento — come il premio ricevuto a Milano — arrivano prima o dopo.
Il premio non celebra solo il talento di un pasticcere.
Racconta che, nel Cilento, è possibile trovare l’oro se sai come cercarlo: con visione, coerenza e cuore.
E se parte tutto da tre generazioni di storia, allora quella vittoria vale doppio.




