Dal borgo di Eremiti a Huncherange il trentenne cilentano conquista il titolo di miglior sommelier del Lussemburgo e si prepara ai Mondiali di Lisbona 2026
Dal piccolo borgo di Eremiti, una manciata di case nel Cilento interno, ai riflettori dell’alta ristorazione europea. A 30 anni Francesco Di Nola è stato proclamato miglior sommelier del Lussemburgo, consacrato da un articolo firmato da Marie Tissier sulla rivista specializzata Kachen, che ne ripercorre il viaggio umano e professionale “da Salerno a Pefferkär”.
Nato nel 1995 a Eremiti, frazione di Futani, Francesco cresce in una famiglia di ristoratori. I genitori gestiscono un ristorante con specialità italiane e un panificio: il padre è pizzaiolo, la madre lavora in sala. «Sono figlio unico. Aiutavo parecchio mia madre in sala ogni volta che potevo», racconta. È lì che impara il mestiere sul campo, tra servizio e accoglienza.
Il suo percorso, però, non nasce con il vino. «Volevo fare il geologo». Dopo un anno e mezzo alla Sapienza di Roma, i dubbi prendono il sopravvento. La svolta arriva nell’estate 2016, quando un cugino che vive in Lussemburgo gli propone un’esperienza stagionale. Francesco parte e inizia a lavorare come commis di sala e cameriere al Basta Così Les Glacis. «Fu allora che mi resi conto che mi piaceva davvero questa professione. Adoro interagire con le persone».
A conquistarlo non è solo il lavoro. «La gentilezza della gente era incredibile; si fermavano, mi ascoltavano». Come in Italia, Francesco suona la chitarra per strada anche a Lussemburgo: «Qualcosa scattò davvero con i lussemburghesi che mi fece venire voglia di rimanere qui». Nonostante non parlasse francese, migliora giorno dopo giorno e resta due anni con un contratto stabile.
Nel 2018 segue lo chef con cui aveva instaurato un forte rapporto di fiducia in una nuova avventura a Livange. «Era un piccolo team di quattro persone e avrei potuto fare tutto io». Quattro anni intensi che lo avvicinano sempre più al mondo del vino. «Essendo un piccolo team, mi sono poi concentrato sul vino». Inizia così i corsi online con la FISAR, completando il modulo sui vini italiani.
La svolta decisiva arriva nel 2022 con l’ingresso al ristorante De Pefferkär di Huncherange, di proprietà di Rachel e Claude Rameau. Cercavano un capo cameriere. «Mi candidai spiegando che ero interessato ai vini e che volevo avanzare nella mia carriera». La scelta si rivela decisiva. Claude Rameau diventa il suo mentore: «Entrambi andavamo al ristorante prima che iniziasse il servizio. Dopo qualche mese si fece da parte, elogiando le mie capacità. Sono stato incredibilmente fortunato ad averlo».
Quando Rameau gli parla del concorso per il Miglior Sommelier del Lussemburgo, Francesco accetta la sfida. Si iscrive all’Associazione Sommelier del Lussemburgo e si prepara per quasi due anni. «Due ore al giorno, prima o dopo il servizio». Studio serrato, degustazioni alla cieca, simulazioni davanti allo specchio, termini tecnici in francese memorizzati uno a uno. «Il mio compagno andava a comprare i vini e faceva degustazioni alla cieca per me».
Il 30 novembre, al concorso nazionale, Francesco arriva preparato. «Sapevo di aver lavorato sodo, ma non sapevo che avrei vinto!». Sei i candidati iscritti, quattro quelli presenti. Il più giovane sale sul gradino più alto dopo prove su vigneti del mondo, analisi sensoriale, abbinamenti cibo-vino e conoscenze tecniche. «Molte persone, molti clienti, si sono congratulati con me; è davvero incredibile».
Dieci giorni dopo, l’emozione è ancora viva. Con la vittoria, Francesco Di Nola rappresenterà il Granducato al prossimo Campionato Mondiale di Sommelier a Lisbona, in programma nell’ottobre 2026. Un traguardo che riempie d’orgoglio anche il suo territorio d’origine. A congratularsi è stato il sindaco di Futani, Dario Trivelli: «Orgoglio nostrano! Francesco Di Nola, da Eremiti di Futani, miglior sommelier del Lussemburgo. Radici, talento e dedizione».




