Vertice a porte chiuse ad Agropoli sulle dimissioni del vicecomandante Cauceglia, la proposta inattesa: affidare il comando al vicecomandante dimissionario
Una riunione a porte chiuse, così chiuse da lasciare fuori persino pezzi della stessa maggioranza. È questo il clima che si respira ad Agropoli, dove il vertice politico convocato nelle scorse ore ha avuto come fulcro le dimissioni del vicecomandante della Polizia Locale, Maurizio Cauceglia, maturate dopo una lunga sequenza di attacchi che hanno investito direttamente il vicecomandante.
Il confronto interno, secondo quanto trapela, non sarebbe stato solo un passaggio formale. Sul tavolo, infatti, è finita anche una proposta destinata a far discutere: affidare proprio a Cauceglia il comando della Polizia Locale. Un’idea avanzata da un esponente esterno alla maggioranza, ma da tempo indicato come il vero “deus ex machina” dell’attuale amministrazione, e rilanciata dopo la forte reazione popolare seguita all’articolo pubblicato da Cilento Post sul caso.
La frattura tra il Comune e Cauceglia, però, avrebbe trovato una conferma concreta in una scelta amministrativa recente. A farne le spese è stato l’ufficiale Ermanno Napoliello, comandante della Polizia Locale del Comune di Ceraso, che prestava servizio ad Agropoli per 18 ore settimanali. Il rapporto è stato interrotto, ufficialmente per ragioni economiche, ma secondo le ricostruzioni politiche per la sua vicinanza proprio a Cauceglia.
Un nodo che si intreccia con i numeri. L’amministrazione, infatti, avrebbe sostenuto di non trovare la copertura economica necessaria solo per Napoliello. Eppure, come emerge dagli atti, con determina dirigenziale, “richiamata la Delibera di Giunta Comunale n. 598 del 30/12/2025”, è stato disposto “per il periodo 01/01/2026 – 31/03/2026 l’incremento orario dei dipendenti a tempo indeterminato e parziale”, passando “dalle 18 ore attuali ad un incremento di 34 ore settimanali per 18 lavoratori”. Risorse, dunque, individuate altrove, mentre per un solo ufficiale non sarebbe stato possibile fare lo stesso.
Una precisazione, il problema non riguarda i lavoratori pubblici, ma piuttosto il metodo con cui il Comune gestisce le proprie scelte, per questo non vengono menzionati in questo articolo. Un modus operandi che, secondo i critici, avrebbe inciso anche sulla vicenda Cauceglia.
Sul piano politico, pesa infine un altro elemento. Cauceglia, vicino a Federico Conte nelle scorse elezioni regionali, non avrebbe supportato un candidato di riferimento all’interno della maggioranza. Una circostanza che, sempre secondo le ricostruzioni, avrebbe inciso più di ogni valutazione su trasparenza ed equità nella decisione di non affidargli il comando, preferendo invece bandire un concorso. Una strada che sarebbe ineccepibile, se sostenuta da motivazioni diverse da quelle che oggi emergono sullo sfondo della vicenda.
Una storia che continua a dividere la maggioranza e a interrogare la città, lasciando aperto il nodo di fondo: se le scelte siano dettate da criteri amministrativi o da equilibri politici interni ancora irrisolti.



