Dopo le onde dei giorni scorsi l’arenile ricostruito è stato in gran parte eroso riemergono materiali ferrosi e tornano i dubbi sulla tenuta dell’intervento
La mareggiata dei giorni scorsi ha rimesso in discussione il progetto anti-erosione realizzato sul litorale di Sapri, facendo riaffiorare criticità che si credevano superate. Quella che doveva essere una risposta concreta e duratura all’arretramento della costa ha mostrato tutta la sua fragilità: la “nuova” spiaggia è quasi scomparsa sotto la spinta del mare forte, con ampi tratti di arenile nuovamente erosi.
La situazione appare particolarmente problematica sul lato nord del lungomare, dove l’azione delle onde ha vanificato gran parte dell’intervento. In diversi punti, inoltre, sono riaffiorati materiali ferrosi potenzialmente pericolosi, un elemento che ha alimentato le preoccupazioni sulla sicurezza e sulla reale tenuta dell’opera, chiamata a fronteggiare un problema storico del litorale.
L’episodio si è verificato in un periodo in cui la stagione balneare è chiusa, evitando rischi immediati per i bagnanti. Sul tratto interessato sono stati effettuati sopralluoghi tecnici, ma al momento non sono arrivate dichiarazioni ufficiali. Da mercoledì, però, è previsto l’avvio di un intervento di ripulitura dell’arenile dai detriti e dai materiali affiorati, con l’obiettivo di ripristinare condizioni minime di sicurezza.
Nelle prossime settimane saranno valutate ulteriori azioni operative. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire alla città una spiaggia fruibile entro il mese di maggio, ma resta da capire quali soluzioni verranno adottate per garantire una maggiore resistenza agli eventi meteo-marini.
Sul tavolo c’è già un progetto complessivo da circa 4 milioni di euro, pensato per affrontare in modo strutturale l’erosione costiera e assicurare una maggiore stabilità dell’arenile nel tempo. Tuttavia, è diffusa la convinzione che senza opere a mare come pennelli e frangiflutti, capaci di contenere l’azione delle correnti, anche i futuri interventi di rinascimento possano avere effetti limitati e richiedere una manutenzione con cadenza annuale.
Una questione che resta aperta e centrale per la tutela del litorale, chiamato ancora una volta a fare i conti con la forza del mare.



