Dopo Bufano e la nomina di Maristella Bonora nel CdA di Cst Sistemi Sud, il consigliere di opposizione denuncia allargamenti di maggioranza e accusa di tradimento del mandato elettorale
Il dibattito politico ad Agropoli si riaccende dopo un post del consigliere di opposizione Massimo La Porta. L’intervento arriva all’indomani della nomina di Maristella Bonora nel Consiglio di amministrazione di Cst Sistemi Sud, società partecipata. Bonora era stata candidata alle scorse amministrative proprio con La Porta.
Secondo il consigliere, la decisione si inserisce in una serie di operazioni che starebbero “svuotando” l’opposizione. Tra queste, La Porta cita anche il passaggio di Bruno Bufano dalla minoranza alla maggioranza, anch’egli candidato nella sua stessa lista alle elezioni comunali.
Nel suo intervento, La Porta contesta l’impostazione politica dell’amministrazione. “Governare non significa raccogliere tutto e tutti in vista delle prossime elezioni. Governare significa rispettare il mandato ricevuto e chi quel mandato lo ha sostenuto fin dall’inizio”, scrive.
Il consigliere parla apertamente di “trasformismo politico” come metodo di gestione del potere. “A livello locale, il trasformismo politico non è solo una pratica discutibile: diventa una vera e propria strategia di potere. Ad Agropoli, l’attuale amministrazione comunale sembra già muoversi in funzione della prossima campagna elettorale, non rafforzando il progetto politico con cui ha vinto nel 2022, ma allargando la maggioranza a chi allora era schierato contro”.
Nel post, La Porta individua due effetti di questa linea. “A) Si tradisce la volontà popolare: chi è stato eletto per fare opposizione e viene progressivamente cooptato nella maggioranza non rappresenta più il mandato ricevuto dagli elettori. B) Si mortifica la coalizione vincente: chi ha sostenuto il sindaco nel 2022 viene messo ai margini, mentre incarichi, assessorati e ruoli nelle società partecipate vengono assegnati a chi combatteva quella stessa coalizione”.
Il consigliere esclude che si tratti di dialogo istituzionale o apertura politica. “Non è dialogo istituzionale. Non è apertura politica. È una costruzione preventiva del consenso, dove gli incarichi diventano strumenti per neutralizzare avversari e preparare il terreno alle prossime elezioni”, aggiunge, sostenendo che in questo modo “la politica locale perde credibilità, l’opposizione viene svuotata e la maggioranza diventa un contenitore elettorale, non una comunità fondata su idee, lealtà e programma”.
La Porta conclude rimettendo il giudizio ai cittadini e guardando alla prossima tornata elettorale. “Il giudizio finale spetta ai cittadini. Non alle manovre di palazzo, non agli equilibri costruiti a tavolino. Nel 2027 la parola tornerà agli elettori. Nel frattempo, continuerò a svolgere un’opposizione seria, responsabile e costruttiva, lavorando esclusivamente nell’interesse della città di Agropoli”.

