Doppia emergenza tra Tanagro e Cilento, comunità costrette a spostarsi per beni primari, i sindaci cercano soluzioni tra navette e nuovi gestori
Due piccoli comuni della provincia di Salerno alle prese con una crisi silenziosa ma pesante: la scomparsa dei servizi essenziali. Accade a Salvitelle, nel Tanagro, e a Pisciotta, nel Cilento, dove in pochi giorni la quotidianità di centinaia di cittadini è diventata più complicata.
A Salvitelle, comune di circa 500 abitanti, da oltre cinque mesi non è più presente un negozio di generi alimentari e di beni di prima necessità. Una mancanza che pesa soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione: anziani, persone sole e chi non dispone di un mezzo proprio. Fare la spesa significa spostarsi nei centri limitrofi, affrontando disagi logistici e costi aggiuntivi.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche l’attivazione di una navetta comunale che possa collegare il paese ai comuni vicini, garantendo almeno un accesso minimo ai servizi. Intanto arrivano rassicurazioni dalla sindaca Maria Antonietta Scelza, che sottolinea come l’amministrazione abbia già agito sul piano amministrativo:
“Da mesi abbiamo fatto una determina per permettere l’apertura di un negozio e inoltre ci sono licenze aperte”.
Situazione diversa ma altrettanto critica a Pisciotta, dove da ieri non è più operativo il benzinaio. Un servizio fondamentale che costringe ora i cittadini a spostarsi fino a Palinuro o Ascea per fare rifornimento, con decine di chilometri da percorrere anche solo per un’esigenza quotidiana.
L’amministrazione comunale sta valutando le possibili soluzioni: dall’arrivo di un nuovo gestore all’avvio delle procedure necessarie per la riattivazione dell’impianto. Nel frattempo, però, il disagio resta, soprattutto per lavoratori, famiglie e attività economiche locali.
Due vicende che riaccendono il dibattito sul futuro dei piccoli comuni interni e costieri: senza servizi essenziali, il rischio spopolamento diventa sempre più concreto.




