Cauceglia nuovo Comandante della Polizia Locale, ma tra regolamenti, vicecomandante e versioni contrastanti il caso politico è tutt’altro che chiuso
La nomina del nuovo Comandante della Polizia Locale di Agropoli, formalizzata oggi con decreto sindacale, appare già consumata sul piano amministrativo. Ma sul piano politico e istituzionale la vicenda è tutt’altro che archiviata. Il sindaco Roberto Mutalipassi ha infatti firmato il decreto con cui investe Maurizio Cauceglia del ruolo di Comandante del Corpo di Polizia Locale e nel contempo Responsabile dell’Area 8 – Vigilanza e Polizia Locale, con decorrenza dal 19 gennaio 2026 fino al 31 gennaio 2027.
Il provvedimento revoca contestualmente il precedente decreto (prot. n. 32605 del 3 ottobre 2025) che affidava ad interim l’Area 8 al Segretario Generale, in attesa della nomina di un nuovo responsabile. Nulla da eccepire sul piano formale: al nuovo Comandante vengono attribuite tutte le funzioni previste dall’articolo 107 del TUEL e viene stabilita un’indennità di risultato pari, subordinata alla valutazione della performance.
Ma è al punto sette del decreto che si apre la vera questione politica: il sindaco si riserva, con successivo atto, la nomina del vice Comandante. Una previsione che riporta alla memoria quanto avvenne con la nomina del Maggiore Antonio Rinaldi, quando la scelta del vice sembrò essere fortemente orientata – se non addirittura rivendicata – dal Comandante stesso. Da qui un interrogativo tutt’altro che secondario: in quell’occasione fu modificato il regolamento comunale oppure si derogò ad esso, attribuendo di fatto al Comandante una prerogativa che il regolamento riservava al sindaco?
Interrogativi che si intrecciano con le dichiarazioni pubbliche dello stesso Mutalipassi, il quale ha parlato di “periodo transitorio ormai superato”, respingendo con decisione le letture critiche sulla vicenda: nessuna defenestrazione, nessuna cacciata, nessuna volontà di depotenziamento del Corpo. Parole nette, accompagnate dall’orgoglio per gli investimenti fatti negli ultimi anni sulla Polizia Locale e dagli auguri di buon lavoro al nuovo Comandante.
Eppure, la ricostruzione politica non convince fino in fondo. Tutto nasce da un incontro tra il sindaco e Cauceglia, in un contesto in cui era previsto – nero su bianco nel PIAO – un concorso. È vero: tecnicamente non si può parlare di “cacciata”. Ma sul piano umano e istituzionale, il termine “umiliazione” resta sul tavolo e non può essere liquidato come una suggestione polemica.
C’è poi un altro nodo che l’Amministrazione tende a sorvolare: gli investimenti oggi rivendicati come merito politico furono in larga parte pretesi, sollecitati e imposti proprio dall’allora Comandante Rinaldi. Furono quelle scelte – spesso non semplici né indolori – a innescare il percorso che ha portato al rafforzamento del Corpo che oggi si celebra.
Quanto al presunto “depotenziamento”, basterebbe scorrere gli atti amministrativi per trovare elementi di frizione evidenti, a partire dalle decisioni che hanno inciso sull’integrazione oraria di alcuni appartenenti alla Polizia Locale. Bisognerebbe ricordare il mancato rinnovo di Ermanno Napoliello fatto come vendetta trasversale proprio a Maurizio Cauceglia. Atti che mal si conciliano con la narrazione di un’Amministrazione sempre e comunque compatta nel sostegno al Corpo.
La nomina di Cauceglia è legittima, meritata e formalmente ineccepibile. Ma la politica non vive solo di decreti. Vive di coerenza, di trasparenza e di verità. E su questa vicenda, ad Agropoli, la sensazione è che le versioni cambino a seconda del momento. Resta da capire quando l’Amministrazione abbia detto davvero il vero: oggi, celebrando la scelta, o ieri, quando quella stessa scelta sembrava non essere affatto all’orizzonte.




