PEC al sindaco Mutalipassi e agli uffici, il consigliere di opposizione chiede chiarezza su ormeggi turistici, diritto europeo e rischio contenziosi
Dopo mesi di dibattito pubblico concentrato quasi esclusivamente sul fronte della maggioranza e sugli articoli di Cilento Post, il tema delle concessioni demaniali per l’ormeggio turistico nel porto di Agropoli entra ufficialmente anche nell’agenda dell’opposizione consiliare.
Nella serata di ieri il consigliere comunale di opposizione Massimo La Porta ha trasmesso via PEC articolate Osservazioni istituzionali sul procedimento in corso, indirizzandole al Responsabile dell’Area 6 – Porto e Demanio Marittimo, al Segretario Generale e al sindaco Roberto Mutalipassi.
Un atto che lo stesso La Porta definisce «di responsabilità e di tutela dell’Ente», con l’obiettivo dichiarato di garantire legalità, trasparenza, rispetto delle norme europee e prevenire contenziosi futuri. «Il ruolo di un consigliere comunale – sottolinea – è anche quello di vigilare sulla correttezza dell’azione amministrativa nell’interesse della città».
Ormeggi turistici e servizi portuali: distinzione mancata
Nel documento, formalmente qualificato come osservazioni ai sensi dell’art. 97 della Costituzione e della legge 241/1990, il consigliere contesta innanzitutto l’impostazione dell’Avviso pubblico del 1° dicembre 2025, che accomuna “ormeggio per nautica da diporto e altri servizi portuali”.
Secondo La Porta, si tratterebbe di un’assimilazione giuridicamente impropria: l’ormeggio turistico non rientra tra i servizi portuali essenziali disciplinati dalla legge 84/1994 e dal Codice della Navigazione, ma costituisce un’attività economica turistico-ricreativa su bene demaniale, riconducibile alla categoria delle concessioni su beni pubblici scarsi.
Le delibere di Giunta nel mirino
Nel mirino delle osservazioni finiscono anche due atti di Giunta. La deliberazione n. 505 del 30 ottobre 2025, accusata di costruire un impianto interpretativo volto a sottrarre gli ormeggi diportistici alla disciplina europea sulla concorrenza, e la deliberazione n. 545 del 28 novembre 2025, che prevede concessioni ventennali al Comune con possibilità di subconcessione a privati.
Secondo l’opposizione, questo schema presenta profili critici evidenti: durata eccessiva rispetto al principio europeo di temporaneità, sovrapposizione del ruolo di concedente e concessionario in capo all’Ente, e rischio di elusione della gara pubblica diretta.
Procedura negoziata e rischio UE
Particolare attenzione viene riservata anche al ricorso alla procedura negoziata ex art. 76 del nuovo Codice dei contratti. Per La Porta, l’utilizzo di tale strumento in presenza di più istanze concorrenti contrasterebbe con il principio di massima apertura al mercato e con la natura eccezionale della procedura stessa.
Il quadro complessivo, avverte il consigliere, espone il Comune a un concreto rischio di illegittimità europea, con possibili annullamenti degli atti, contenziosi e responsabilità amministrative.
La richiesta all’Amministrazione
Nelle conclusioni, l’opposizione chiede una revisione dell’inquadramento giuridico delle concessioni per ormeggi turistici, una netta separazione dai servizi portuali essenziali, l’adeguamento della procedura ai principi UE di concorrenza e temporaneità e la sospensione degli atti fondati su presupposti ritenuti non conformi.
Un passaggio politico e istituzionale che segna un cambio di passo nel confronto sul futuro del porto di Agropoli e che ora chiama l’Amministrazione a rispondere, anche sul piano formale, alle osservazioni sollevate.




