Udienza preliminare davanti al Gup Cavasino, istanze di revoca e condotte riparatorie, Pm favorevole solo per Bernardi, si torna in aula l’11 febbraio
Giornata chiave al Tribunale di Salerno per l’udienza preliminare che vede coinvolti l’ex sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri, il pregiudicato Roberto Squecco, il vigile urbano sospeso dal servizio Antonio Bernardi, l’ex addetto al cimitero Michele Pecora e Antonio Cosentino, tutti attualmente agli arresti domiciliari.
Collegato in remoto dal carcere di Cosenza Domenico De Cesare, mentre ha rinunciato a comparire Vincenzo De Cesare, terzo componente del cosiddetto “gruppo di Baronissi”. Assente Stefania Nobili, unica indagata non sottoposta a misura cautelare.
Davanti al gup Brigida Cavasino, l’avvocato Vincenzo Scarlato, difensore di Squecco e Bernardi, ha chiesto la revoca o l’attenuazione dei domiciliari per entrambi, depositando anche un’articolata istanza di condotta riparatoria: un risarcimento complessivo di 4.000 euro (2.000 euro ciascuno) in favore di Alfieri, in relazione al reato di tentata estorsione contestato.
Analoga richiesta di revoca o sostituzione della misura cautelare è stata presentata dall’avvocato Francesco Raeli per il proprio assistito Pecora.
Sulle istanze cautelari, il pubblico ministero Carlo Rinaldi ha espresso parere favorevole esclusivamente per Bernardi, manifestando invece opposizione per Squecco e Pecora.
Nessuna richiesta è stata avanzata, invece, dai difensori di Alfieri, gli avvocati Agostino De Caro e Domenicoantonio D’Alessandro, alla luce delle recenti motivazioni della Corte di Cassazione, che ha annullato con rinvio l’ordinanza cautelare, demandando al Tribunale di Salerno una nuova valutazione sulla permanenza dei domiciliari per l’ex primo cittadino.
«Stiamo approfondendo le motivazioni della Cassazione e attendiamo di conoscere quando verrà fissata l’udienza del Riesame», ha spiegato D’Alessandro al termine dell’udienza, non escludendo la costituzione di parte civile di Alfieri sia per il presunto tentativo di estorsione sia per il fallito attentato dinamitardo ai suoi danni. Scontato, intanto, il mancato accoglimento dell’offerta riparativa proposta da Squecco e Bernardi, pur senza un rigetto formalizzato in aula.
Il procedimento tornerà in aula l’11 febbraio, data in cui il gup si pronuncerà sulle richieste di revisione delle misure cautelari presentate dagli indagati.




