Ancora un intervento di Lanzara del Codacons Cilento sul ponte sulla SP51 Sassano–Padula: “Famiglie e imprese allo stremo, questa è una vergogna nazionale”
Quattro anni di attese, rinvii e annunci rimasti sulla carta. La vicenda del Ponte sul fiume Tanagro, lungo la Strada Provinciale 51 Sassano–Padula, torna con forza al centro del dibattito pubblico. Un’infrastruttura strategica per l’intero Vallo di Diano, chiusa dal 29 ottobre 2021, che ancora oggi resta inutilizzabile, mentre il territorio continua a pagare un prezzo altissimo in termini economici, sociali e di sicurezza.
A denunciare con toni durissimi lo stallo è il Codacons Cilento, per il tramite dell’avvocato Bartolomeo Lanzara, che parla apertamente di una situazione ormai intollerabile. Il ponte, lungo 46 metri, rappresenta un collegamento fondamentale tra due poli di straordinario valore storico e naturalistico: la Certosa di Padula, patrimonio Unesco, e la Valle delle Orchidee di Sassano, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Un’area che dovrebbe vivere di turismo e mobilità, ma che invece è paralizzata da anni.
Secondo il Codacons, promesse e cronoprogrammi si sono susseguiti senza mai tradursi in fatti concreti. L’ennesimo annuncio risale al 25 luglio 2023, quando fu comunicato che i lavori sarebbero stati conclusi in 175 giorni. Da allora è passato oltre un anno, e il ponte resta chiuso, mentre cittadini, lavoratori e imprese sono costretti a percorsi alternativi lunghi, pericolosi e costosi.
Per questo Lanzara ha chiesto un intervento immediato e chiarificatore ai massimi livelli istituzionali: al Presidente della Regione Campania Roberto Fico, al Presidente della Provincia di Salerno Vincenzo Napoli e al Difensore Civico regionale Bruno De Maria. Le domande poste sono precise: se gli enti siano realmente a conoscenza dei ritardi; quali iniziative urgenti intendano adottare; se esistano responsabilità amministrative, tecniche o politiche da segnalare alla Procura della Repubblica o alla Corte dei Conti; quali interventi di messa in sicurezza siano stati effettivamente realizzati; e quali azioni concrete la Provincia di Salerno intenda mettere in campo per completare un’opera essenziale per la mobilità del Vallo di Diano.
“Qui a pagare è sempre Pantalone – afferma Lanzara – mentre i responsabili restano nell’ombra. Questa vicenda solleva interrogativi seri sui danni erariali e sull’utilizzo dei fondi pubblici”.
Sulla stessa linea il giornalista Pietro Cusati, che parla di una ferita aperta da anni:
“Le inadempienze di tecnici e amministratori della Provincia di Salerno hanno danneggiato profondamente il Vallo di Diano. Dal 2012 si attende la rimozione di una frana sulla statale a Padula, dal 2021 il Ponte Tanagro è chiuso. La pazienza dei cittadini è finita”.
Secondo Cusati, i danni accumulati giustificherebbero anche una class action, perché “aggiornamenti e rinvii continui sono diventati uno strumento per paralizzare qualsiasi passo avanti”.
Il quadro delineato dal Codacons è drammatico: famiglie allo stremo, imprese penalizzate, costi sociali ed economici incalcolabili, viabilità alternativa inadeguata e una fiducia nelle istituzioni ormai ai minimi storici.
“È tempo di accendere i riflettori su questa vicenda – conclude Lanzara – e di restituire dignità, sicurezza e rispetto a un territorio che da troppo tempo viene ignorato”.




