Il primo cittadino di Castelnuovo Cilento chiarisce le ragioni della decisione: «Venuto meno il vincolo fiduciario, rispetto dei ruoli non negoziabile»
Il sindaco di Castelnuovo Cilento, Gianluca D’Aiuto, interviene pubblicamente sulla revoca delle deleghe al consigliere comunale Antonio Giglio, firmata nella giornata di ieri, chiarendo le motivazioni politiche e amministrative che hanno portato alla decisione.
«La politica – afferma il primo cittadino – è partecipazione, impegno, rispetto degli altri e delle decisioni democraticamente assunte. È un lavoro collettivo che richiede coerenza e responsabilità».
Una visione che, secondo D’Aiuto, negli ultimi mesi sarebbe venuta meno da parte di alcuni esponenti della maggioranza.
Il sindaco ricostruisce il contesto spiegando che, dopo l’uscita di scena dello staff dell’ufficio del sindaco, i consiglieri Antonio Giglio e Gennaro Morinelli avrebbero progressivamente assunto un atteggiamento «più vicino a quello di una minoranza che di una squadra di governo», ostacolando l’attività amministrativa e privilegiando comunicazioni formali indirizzate a sindaco e giunta.
«Le numerose comunicazioni inviate negli ultimi mesi, spesso in contrasto con le linee condivise – sottolinea – hanno evidenziato una modalità di esercizio del ruolo non coerente con quello di un consigliere di maggioranza». Una situazione che avrebbe portato a più richiami e a un crescente disappunto interno.
Al centro della decisione, un episodio ritenuto emblematico: «Nonostante la delega alla scuola fosse stata assegnata a un altro consigliere, è stata svolta attività istituzionale in quell’ambito dal consigliere Giglio, senza alcun coordinamento, creando difficoltà all’amministrazione e mancando di rispetto al consigliere delegato».
Per D’Aiuto il punto è politico prima ancora che amministrativo: «Un amministratore non può agire in totale autonomia, ignorando deleghe, ruoli e responsabilità. Questo non è spirito di collaborazione, ma individualismo che mina il funzionamento dell’ente».
Da qui la conclusione: «Quando viene meno il rispetto dei ruoli, viene meno anche il vincolo fiduciario che regge una squadra amministrativa».
Il sindaco respinge anche le critiche emerse dopo la revoca: «Non comprendo come questa decisione possa essere interpretata negativamente da chi ha pubblicamente rivendicato autonomia. La revoca restituisce piena libertà politica a chi la riceve».
Infine, un’apertura istituzionale: «Chi non ricopre più deleghe potrà comunque contribuire alla vita politica con proposte concrete nelle sedi istituzionali. L’amministrazione resta disponibile ad accogliere ogni iniziativa utile al bene pubblico, purché nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità».




