Pubblicata l’istanza per l’occupazione di oltre 1.500 mq del porto: l’amministrazione Mutalipassi punterebbe sulle navi da crociera, a rischio la piccola pesca storica
Quello che per molti era ormai solo una voce insistente diventa un atto ufficiale: il Comune di Agropoli avvia la procedura per ottenere la concessione demaniale del molo di sottoflutto, storicamente destinato alla piccola pesca, segnando di fatto l’uscita di scena dei pescatori dal cuore del porto cittadino.
L’istanza, protocollata il 27 gennaio 2026, è stata presentata dallo stesso Comune, rappresentato dal sindaco Roberto Antonio Mutalipassi, e riguarda l’occupazione di un’area demaniale marittima di 1.523,03 metri quadrati, individuata catastalmente al Foglio 40, particelle 671 e 1097. La concessione richiesta avrebbe una durata ventennale.

Un passaggio amministrativo che, al di là della forma, assume un peso politico evidente: il molo di sottoflutto, da sempre punto di riferimento per la marineria locale, verrebbe dirottato verso nuove finalità legate all’accoglienza delle navi da crociera, cancellando di fatto una funzione produttiva e identitaria della città.
I pescatori, che non solo occupano lo specchio acqueo ma utilizzano il molo anche come punto di sbarco e vendita diretta del pescato, si ritrovano improvvisamente senza certezze sul futuro. Un colpo duro per una categoria che rappresenta una tradizione storica di Agropoli, simbolicamente legata anche al culto della Madonna di Costantinopoli, protettrice dei pescatori.
Nel provvedimento dell’Area 6 – Servizio Porto e Demanio Marittimo, l’istanza viene definita di “particolare rilevanza pubblica”, in quanto finalizzata al miglioramento dell’accessibilità, della funzionalità e dell’estetica dell’area portuale, con presunti benefici sull’attrattività e sul paesaggio urbano. Una motivazione che però non scioglie il nodo centrale: che fine faranno i pescatori?
La pubblicazione dell’avviso, ai sensi dell’articolo 18 del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione, apre ora la fase di evidenza pubblica. C’è tempo fino alle ore 12.00 dell’11 febbraio 2026 per presentare osservazioni, opposizioni o istanze concorrenti.
Un passaggio formale che, nei fatti, suona come un avviso di sfratto per una categoria già messa sotto pressione da anni di scelte amministrative orientate più al turismo d’élite che all’economia tradizionale del territorio.
L’ente concedente si riserva la possibilità di non definire il procedimento o di rigettare l’istanza per sopravvenute ragioni di interesse pubblico, ma la direzione politica appare ormai tracciata. Il rischio è che il porto di Agropoli perda definitivamente una parte della sua anima, sacrificata sull’altare delle crociere e della “vetrina” turistica.
Il responsabile del procedimento è l’architetto Gaetano Cerminara, responsabile del Servizio Demanio Marittimo.




