Ex ospedale di Agropoli, il consigliere di opposizione Massimo La Porta incalza ASL e Regione: «Basta scuse, il piano regionale parla chiaro»
Il Pronto Soccorso di Agropoli «non è una promessa politica, ma un diritto già scritto negli atti». A dirlo è il consigliere comunale di opposizione Massimo La Porta, che interviene con toni duri sulla vicenda dell’ex ospedale cittadino e annuncia la presentazione di una mozione nel prossimo Consiglio comunale.
Al centro dell’intervento, il rispetto della rete ospedaliera regionale, che – come ricorda La Porta – prevede chiaramente l’ospedale di Agropoli come presidio di zona disagiata, con Pronto Soccorso attivo e 20 posti letto, aggregato al DEA di I livello dell’Ospedale San Luca di Vallo della Lucania.
«Quindi basta scuse – afferma –. Quando l’ASL Salerno dice “non ci sono medici”, dice una cosa che non sta né in cielo né in terra».
Personale e turni: «È un obbligo, non una scelta»
Secondo La Porta, il modello organizzativo è già definito dalle norme:
- il personale è aziendale
- i medici si turnano tra i presidi
- il budget è unico
- la copertura è un obbligo organizzativo, non una facoltà
«In tutta Italia – sottolinea – gli ospedali di zona disagiata funzionano così: rete, rotazione, integrazione con l’hub. Solo qui si continua a tenere un Pronto Soccorso chiuso dal 2013, mentre i cittadini percorrono decine di chilometri anche per un’emergenza. È inaccettabile».
Le richieste nella mozione
La mozione che sarà presentata in Consiglio comunale punta a ottenere impegni concreti e verificabili:
- piano turni dipartimentale
- medici assegnati per rotazione
- cronoprogramma di apertura
- date certe
«Non chiediamo privilegi – conclude La Porta – ma il rispetto del piano regionale e delle norme nazionali. La salute del Cilento non può dipendere dalla burocrazia o dalla mancanza di volontà.
Il Pronto Soccorso di Agropoli deve riaprire. Subito. Continuerò questa battaglia dentro e fuori il Consiglio comunale, con determinazione, senza arretrare di un passo».




