Nel 2023 il tasso di riciclo sale al 75,3%: risultati migliori dei target europei, ma serve monitorare l’impatto reale degli incentivi fiscali
Il riciclo dei rifiuti da imballaggio in Italia accelera e supera in anticipo i target fissati dall’Unione Europea. Nel 2023, infatti, il livello complessivo di riciclo è salito dal 70,7% al 75,3%, andando oltre gli obiettivi previsti per il 2025 e il 2030.
Un dato positivo che, secondo la Corte dei conti, lascia presumere una partecipazione attiva delle imprese beneficiarie del credito d’imposta per l’acquisto di prodotti e imballaggi realizzati con materiali di recupero. Tuttavia, proprio alla luce di questi risultati, la magistratura contabile ritiene necessario rafforzare i sistemi di monitoraggio per valutare con precisione l’effettivo contributo della misura alla crescita dell’utilizzo di materiali riciclati.
Relazione approvata con Delibera n. 1/2026/G
Le considerazioni sono contenute nella Relazione approvata con Delibera n. 1/2026/G dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione, che ha analizzato l’efficacia del credito d’imposta introdotto in attuazione della Direttiva UE 2018/852, finalizzata al contrasto dell’aumento dei rifiuti da imballaggio, in particolare plastici e cartacei, tra le principali componenti dei rifiuti solidi urbani.
Il credito d’imposta è riconosciuto alle imprese per le spese documentate relative all’acquisto di prodotti e imballaggi provenienti dalla raccolta differenziata di plastica, carta e alluminio, oltre che di imballaggi biodegradabili e compostabili conformi alla normativa europea. L’agevolazione è pari al 36% delle spese sostenute (per gli anni 2019 e 2020), con un tetto massimo di 20.000 euro annui per impresa.
La dotazione finanziaria iniziale, pari a 1 milione di euro l’anno, è stata incrementata a 5 milioni con la legge di bilancio 2023 e confermata anche per il 2024 e il 2025. Complessivamente, fino al 1° ottobre 2025, gli importi utilizzati in compensazione tramite modello F24 ammontano a 7.345.083 euro.
Oltre alla verifica dell’impatto economico e ambientale della misura, la Corte dei conti auspica anche interventi mirati a favorire una più ampia diffusione territoriale dei fornitori di materiali riciclati, così da diversificare l’offerta, ridurre i costi di trasporto e migliorare l’efficienza complessiva del sistema. Un passaggio ritenuto strategico per rendere strutturale il contributo del settore agli obiettivi di sostenibilità fissati dall’Agenda 2030 dell’ONU.

