Dal dossier Legambiente luci nel Cilento e nel Vallo di Diano. Ottati unica già nei target 2030 sul PM2.5, anche Polla negli standard
Nel cuore del Cilento e del Vallo di Diano arrivano segnali incoraggianti dal dossier Mal’Aria di Città 2026 di MalAria26 Campania_compressed, che analizza i dati ARPAC 2025 su PM10, PM2.5 e NO2.
Se l’area metropolitana Napoli–Caserta continua a rappresentare la criticità principale, nel Sud della provincia di Salerno emergono realtà già allineate ai futuri standard europei fissati al 2030.
PM10: Sud Salerno tra le aree più virtuose
Per il particolato PM10, il limite 2030 sarà fissato a 20 µg/m³. Nel dataset regionale, alcune realtà del Vallo di Diano e dell’entroterra cilentano risultano già sotto questa soglia.
Tra queste:
- Ottati: 18,85 µg/m³ (5 giorni di sforamento)
- Polla: 15,82 µg/m³ (2 giorni)
- Presenzano: 18,48 µg/m³
Sono numeri che indicano come, lontano dalle aree metropolitane e dai grandi assi viari, la qualità dell’aria possa già oggi essere compatibile con i target futuri.
Diversa la situazione nei capoluoghi: Salerno città registra una media PM10 di 22 µg/m³, ancora sopra il riferimento 2030 e con una riduzione stimata del 9% necessaria per allinearsi.
PM2.5: Ottati unica già dentro il target europeo
Il dato più significativo per il Sud salernitano riguarda il PM2.5, il particolato più fine e più insidioso per la salute.
Secondo il dossier, solo una città campana è già entro il target 2030 di 10 µg/m³:
👉 Ottati – 7,83 µg/m³, unico Comune tra quelli analizzati a centrare già oggi l’obiettivo europeo.
Nel Salernitano si registrano comunque valori relativamente contenuti anche a:
- Polla – 12,02 µg/m³
- Battipaglia – 11,00 µg/m³
- Salerno – 14 µg/m³
Se oggi solo due città campane superano il limite vigente di 25 µg/m³ (San Vitaliano e Casoria), ben 21 su 22 risultano ancora sopra il target 2030. Questo significa che, anche dove non ci sono violazioni formali, sarà necessario un cambio strutturale nelle politiche ambientali.
NO2: Sud provincia sotto pressione contenuta
Per il biossido di azoto (NO2), strettamente legato al traffico, nessuna città campana supera oggi il limite vigente di 40 µg/m³.
Nel Sud della provincia di Salerno i valori risultano più contenuti rispetto ai poli urbani:
- Ottati – 2,43 µg/m³
- Ariano Irpino – 5,33 µg/m³
- Presenzano – 9,01 µg/m³
Salerno città, invece, registra 27 µg/m³, ben sopra il target 2030 fissato a 20 µg/m³ e con una riduzione stimata del 25% necessaria.
Il quadro provinciale: Salerno meno critica, ma non “fuori pericolo”
Nel confronto tra i capoluoghi campani (pagina dedicata alle cinque province nel dossier), Salerno risulta meno distante dagli obiettivi rispetto a Napoli e Caserta, ma resta comunque sopra soglia su PM10 e NO2.
La criticità più evidente a livello regionale rimane l’asse Napoli–Caserta, coinvolto anche in procedure di infrazione UE.
Un modello rurale?
Il caso di Ottati e di altri piccoli comuni del Sud salernitano suggerisce un elemento chiaro:
- minore densità abitativa
- assenza di traffico intenso
- limitata presenza industriale
- orografia e ventilazione favorevoli
possono tradursi in una qualità dell’aria già compatibile con gli standard europei più stringenti.
Tuttavia, Legambiente avverte: il numero di centraline è limitato e i dati derivano dalle rilevazioni ARPAC 2025, rielaborate secondo criteri metodologici dettagliati nel box tecnico del dossier.
La sfida 2030 è strutturale
Il report sottolinea che non basteranno misure emergenziali. Servono:
- potenziamento del trasporto pubblico
- ZTL efficaci e mobilità sostenibile
- riqualificazione energetica degli edifici
- riduzione delle emissioni agricole e da combustione
Il Sud della provincia di Salerno mostra oggi segnali positivi. Ma la qualità dell’aria non può essere considerata acquisita: dovrà diventare una priorità strutturale nelle politiche regionali e comunali.




