La fascia di rispetto attorno al cimitero potrebbe diventare terreno di battaglia politica: il possibile taglio della distanza prevista dalla legge dovrebbe impegnare la maggioranza
Ad Agropoli il vincolo cimiteriale si prepara a diventare il nuovo fronte caldo della politica cittadina. In maggioranza, quella che sostiene il sindaco Roberto Mutalipassi, si preannuncia una discussione lunga e tutt’altro che pacata.
Ovviamente bisognerebbe utilizzare il condizionale ma da Fonti interne alla maggioranza al centro del confronto c’è l’ipotesi di ridurre la fascia di rispetto dei 200 metri prevista dalla legge attorno al cimitero. Una soglia che, secondo quanto filtra, potrebbe essere rivista al ribasso. Prima il dibattito interno alla maggioranza, poi il passaggio decisivo in Consiglio comunale, unico organo deputato ad assumere una scelta formale in tal senso.
Chi ne trarrebbe vantaggio? L’eventuale riduzione del vincolo cimiteriale gioverebbe agli imprenditori edili che hanno acquistato o intendono acquistare terreni nel raggio che sarà eventualmente ridefinito dal Consiglio. E, più in generale, a chi ha interessi diretti nell’area oggi sottoposta a limitazione.
Ma cos’è, esattamente, il vincolo cimiteriale? Non si tratta di un vincolo paesaggistico o culturale. È una limitazione urbanistico-edilizia di natura sanitaria, pensata per garantire condizioni di igiene e salubrità nei pressi dei luoghi di sepoltura, tutelare il decoro e la tranquillità dei cimiteri e assicurare lo spazio necessario per eventuali ampliamenti futuri.
Il riferimento normativo è chiaro e risale a disposizioni tutt’altro che recenti:
– l’articolo 338 del Regio Decreto 27 luglio 1934, n. 1265 (Testo Unico delle Leggi Sanitarie), che stabilisce il divieto di edificare entro 200 metri dal perimetro del cimitero;
– il D.P.R. 16 dicembre 1990, n. 285 (Regolamento di Polizia Mortuaria), che coordina e integra la disciplina sanitaria.
La regola generale parla di 200 metri dal muro di cinta. Un vincolo di inedificabilità considerato, in linea di principio, assoluto. Niente abitazioni, niente capannoni, niente nuove costruzioni, salvo eccezioni previste dalla legge.
Le deroghe esistono, ma sono strettamente condizionate. Il Consiglio comunale, previo parere favorevole dell’ASL competente, può autorizzare la costruzione di nuovi cimiteri o l’ampliamento di quelli esistenti anche a distanza inferiore ai 200 metri, fino a un limite non inferiore ai 50 metri dal centro abitato, in presenza di particolari condizioni locali.
La domanda ora è tutta politica: si tratta di una scelta legata a reali esigenze urbanistiche o di un’operazione che rischia di alimentare ulteriri polemiche?
Ad Agropoli la discussione è appena iniziata. E promette scintille.
