Rigettato il ricorso: per la Suprema Corte gravi indizi di corruzione e un sistema ben strutturato. Il 24 febbraio l’udienza decisiva davanti al Gup
La Corte di Cassazione ha confermato gli arresti domiciliari per il sindaco di Santa Marina, Giovanni Fortunato, indagato per corruzione.
La sentenza, pubblicata ieri, si articola in ventidue pagine con cui i giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso, dichiarandolo “complessivamente infondato”.
Nel provvedimento si legge che a Fortunato viene contestato di aver ricevuto la somma di centomila euro dagli imprenditori Nicola Tortora e Antonio La Montagna, quest’ultimo quale amministratore di fatto della società “Forever Dreamers” srl. La somma sarebbe stata corrisposta come contropartita per il rilascio di un permesso a costruire in favore della società.
Secondo quanto riportato nella decisione, il titolo edilizio sarebbe stato illegittimo perché rilasciato in via diretta dal responsabile dell’Ufficio Tecnico e in assenza del piano di lottizzazione.
“Sulla scorta delle argomentazioni rese – si legge ancora – il Tribunale del Riesame ha logicamente dato conto, quanto meno sotto il profilo della gravità indiziaria, della operatività di un ‘sistema’ di corruzione e, per quanto di interesse, della serietà e concretezza della trattativa, vuoi per l’avvenuto rilascio del permesso a costruire in violazione delle disposizioni normative, vuoi per la corresponsione della tangente, mascherata sotto forma di pagamento della prestazione professionale”.
Per la Suprema Corte, dunque, il cosiddetto “sistema Fortunato” sarebbe stato ben collaudato all’interno del Comune.
Nonostante il rigetto del ricorso, i legali del sindaco non considerano la decisione del tutto negativa. Le motivazioni sono ora al vaglio della difesa, che intende analizzarle attentamente per definire la linea strategica in vista della prossima fase del procedimento.
Il prossimo passaggio sarà l’udienza fissata per il 24 febbraio davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare. Una seduta straordinaria durante la quale si dovrà decidere se accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla pubblica accusa nei confronti del sindaco e degli altri sei imputati.
Nella precedente udienza, i difensori di Fortunato avrebbero manifestato l’intenzione di chiedere il rito abbreviato, riservandosi però di valutare le motivazioni della Cassazione prima di formalizzare la scelta.
Al momento, il sindaco resta agli arresti domiciliari in via cautelare.




