Tra progetti paralleli e richiami all’unità, il territorio rischia frammentazione e sprechi. Maraio: un solo brand “Cilento” per competere davvero
Nel Cilento il dibattito sulle Dmo – le Organizzazioni di Gestione della Destinazione turistica previste dalla Regione Campania – si fa sempre più acceso. A poco più di un mese dalla scadenza del 31 marzo per il riconoscimento ufficiale, il territorio appare attraversato da divisioni che rischiano di indebolire la promozione complessiva e ampliare il divario tra aree distanti pochi chilometri.
Tra operatori turistici di comprovata esperienza cresce il timore che la nascita di più Dmo possa generare una frammentazione di idee, con il pericolo concreto di disperdere risorse pubbliche in strutture parallele e poco coordinate. Il rischio, secondo molte voci del settore, è quello di moltiplicare tavoli e convegni senza una strategia realmente operativa, proprio mentre il Cilento avrebbe bisogno di una guida chiara per affrontare una nuova fase del turismo.
L’idea iniziale, condivisa in più sedi, puntava alla creazione di un’unica Dmo capace di rappresentare in maniera unitaria l’intero territorio cilentano, rafforzando il brand sui mercati nazionali e internazionali. Un obiettivo che oggi appare più complesso da raggiungere.
Il confronto si è riacceso ieri nell’aula consiliare di Vallo della Lucania, dove sindaci, associazioni di categoria, delegati dell’Università di Salerno e altri attori istituzionali si sono confrontati sul tema. Michelangelo Lurgi, presidente del gruppo turismo di Confindustria Salerno, ha ribadito la volontà di proseguire nel percorso della Dmo Cilento avviato sette anni fa con “Destinazione Cilento”, invitando le altre realtà a convergere su un progetto condiviso.
Marco Sansiviero, presidente della Dmo Cilento Autentico e di Fenailp Turismo, ha confermato la disponibilità al dialogo, chiarendo però che il progetto già sostenuto da quindici comuni non subirà modifiche. Parallelamente, anche Agropoli si muove con una propria iniziativa: il sindaco Roberto Mutalipassi ha annunciato l’avvio della Dmo con Agropoli capofila, dopo la costituzione del comitato promotore e l’avvio delle adesioni tra enti pubblici e privati.
A riportare il confronto su un piano unitario è stato il neo assessore regionale al turismo Enzo Maraio, che ha lanciato un appello chiaro: un solo brand “Cilento”. «Spiegare ai turisti internazionali l’esistenza di Dmo diverse con denominazioni differenti genererebbe confusione e indebolirebbe la promozione complessiva», ha sottolineato.
Sulla stessa linea il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, Giuseppe Coccurullo, che da tempo richiama all’unità per evitare frammentazioni tra nord, centro e sud del territorio. Dall’Ente Parco è arrivata la disponibilità a convocare una Comunità del Parco con tutti i sindaci dell’area protetta per tentare una sintesi condivisa.
La sfida è dunque tutta politica e strategica: scegliere tra una moltiplicazione di soggetti che rischia di disperdere energie o un’unica cabina di regia capace di guidare il Cilento in una nuova stagione turistica. Entro il 31 marzo si capirà se prevarrà la logica delle divisioni o quella della rete.
