Al Tribunale di Vallo della Lucania il processo entra nel vivo: intercettazioni, dispositivi sequestrati e documenti progettuali al centro del dibattimento
Prosegue davanti al Tribunale di Vallo della Lucania il processo sui presunti appalti pilotati al Comune di Capaccio Paestum. Nell’ultima udienza, il ruolo di Andrea Campanile, ex capostaff dell’ex sindaco Franco Alfieri, è stato delineato dall’accusa come quello di «longa manus» dell’ex primo cittadino, incaricato – secondo la ricostruzione della Procura – di gestire contatti e relazioni con soggetti terzi nell’ambito delle procedure finite sotto inchiesta.
La questione sui sequestri digitali
L’udienza si è aperta con una questione pregiudiziale sollevata dalla difesa. L’avvocato Cecchino Cacciatore ha depositato una memoria contestando la legittimità e il carattere ritenuto indiscriminato del sequestro di telefoni cellulari, hard disk e supporti informatici. Nel documento si richiama il principio di proporzionalità e la tutela della corrispondenza digitale.
Il collegio presieduto dal giudice Vincenzo Pellegrino ha però ritenuto la questione non rilevante ai fini del dibattimento, richiamando valutazioni già espresse in precedenza e consentendo così la prosecuzione dell’esame testimoniale.
Intercettazioni e dichiarazioni al centro dell’accusa
A seguire è stato ascoltato il colonnello Massimo Otranto, firmatario dell’informativa investigativa. L’ufficiale ha illustrato le fonti su cui si fonda l’impianto accusatorio: dichiarazioni di persone informate sui fatti – in particolare Carmine Pagano – oltre all’analisi dei dispositivi sequestrati e dei contenuti digitali acquisiti nel corso delle indagini.
Elemento centrale del fascicolo, secondo quanto emerso in aula, restano le intercettazioni telefoniche e ambientali, ritenute determinanti per ricostruire i rapporti tra gli imputati e le presunte ingerenze di Alfieri nella gestione delle gare pubbliche.
I documenti progettuali e le date antecedenti ai bandi
Nel corso dell’udienza sono stati richiamati anche documenti progettuali rinvenuti sul computer di Greco e riconducibili alla società Dervit Project. Si tratterebbe di elaborati con date antecedenti alla pubblicazione ufficiale dei bandi e contenuti in parte sovrapponibili a quelli poi pubblicati sul sito istituzionale del Comune.
Per l’accusa, questi elementi rappresenterebbero un possibile indizio di irregolarità nelle procedure di gara. Sarà il prosieguo del dibattimento a chiarire la portata probatoria di tale documentazione.
Prossima udienza il 26 marzo
Il dibattimento è ora entrato nella fase più tecnica, con la trascrizione delle intercettazioni e l’analisi dettagliata degli atti. Il controesame del colonnello Otranto è stato fissato per il 26 marzo, data in cui il processo tornerà in aula per un nuovo passaggio chiave.
