Dopo i dinieghi sui servizi igienici in Consiglio comunale, la Giunta approva la riqualificazione: interrogativi su priorità e confronto con gli operatori
Negli ultimi mesi il tema dei servizi igienici nell’area mercatale di Piazza Merola è stato posto con chiarezza in Consiglio Comunale dal consigliere Raffaele Pesce. La risposta dell’amministrazione è stata ripetitiva e netta: intervenire non era possibile, i costi sarebbero stati eccessivi, le criticità troppo complesse per essere affrontate nell’ambito della programmazione ordinaria.
Poi, improvvisamente, la Giunta approva la delibera n. 095 del 25 febbraio 2026 con cui candida un progetto di “Riqualificazione architettonica e funzionale” del mercato per un importo complessivo di 107.580,48 euro . Un progetto articolato, con numerosi elaborati tecnici elencati negli atti , ma senza alcun riferimento esplicito, nel testo della delibera pubblicata, alla questione dei servizi igienici che era stata al centro del dibattito politico. Il punto non è essere favorevoli o contrari alla riqualificazione. Il punto è il metodo.
Prima di riprogettare un’area, è stato fatto un lavoro serio di analisi delle reali problematiche? È stato redatto un quadro puntuale delle criticità strutturali, igieniche, funzionali? C’è stato un confronto con gli operatori del mercato, che vivono quotidianamente quello spazio e ne conoscono limiti e necessità? Oppure si è partiti direttamente dalla possibilità di intercettare un finanziamento, adattando l’intervento a una finestra amministrativa?
La sensazione è che il Consiglio Comunale venga utilizzato come luogo in cui respingere politicamente le proposte della minoranza, salvo poi agire in Giunta quando l’operazione diventa amministrativamente utile o politicamente conveniente. Questo non è solo un problema di forma: è un problema di qualità della decisione pubblica. Perché senza confronto, senza condivisione e senza un’analisi trasparente delle priorità, il rischio è che la programmazione non nasca dai bisogni reali ma dalle opportunità contingenti. La città di Agropoli ha bisogno di un metodo amministrativo che metta al centro l’ascolto e la trasparenza, non la gestione solitaria delle decisioni.
Di Luca Buccheri




