Nella notte tra sabato e domenica danneggiato il monumento in bronzo dedicato al tenente colonnello caduto in Afghanistan. Scatta l’indignazione in città
Atto vandalico nel cuore di Eboli. Nella notte tra sabato e domenica è stata sradicata la stele in bronzo dedicata a Carmine Calò, tenente colonnello ucciso durante una missione di pace in Afghanistan. Il monumento commemorativo, collocato sul sagrato della Chiesa di San Bartolomeo, è stato divelto dal basamento e lasciato a terra dopo il danneggiamento.
I responsabili non sono riusciti a portare via l’opera, ma il gesto ha comunque colpito profondamente la comunità. Restano da chiarire le motivazioni dell’episodio, sul quale sono in corso accertamenti da parte delle autorità.
Dura la presa di posizione di Vito Ciccarone, che ha parlato di “vergogna inaccettabile”, sollecitando l’installazione immediata di sistemi di videosorveglianza nella piazza: un appello alla tutela dei luoghi simbolo della città e alla salvaguardia della memoria collettiva.
Sul posto sono intervenuti il parroco don Emmanuele Vivo e le forze dell’ordine per i primi rilievi. L’area è stata messa in sicurezza in attesa delle verifiche tecniche e investigative.
La stele dedicata a Carmine Calò rappresenta un segno tangibile di riconoscenza verso chi ha servito lo Stato nelle missioni internazionali. L’episodio riapre il tema della protezione dei monumenti cittadini e dei luoghi di commemorazione, patrimonio morale prima ancora che urbano.




