Il Tribunale di Vallo della Lucania chiude il primo grado dell’inchiesta della Guardia di Finanza: risarcimenti fino a 178mila euro, annunciato ricorso in appello
Si conclude con le prime condanne il processo di primo grado sull’inchiesta che ha portato alla luce un sistema di usura ed estorsioni ad Agropoli. Il Tribunale di Vallo della Lucania ha emesso la sentenza nei confronti degli imputati coinvolti nelle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, ricostruendo un presunto giro di prestiti a tassi usurari e pressioni nei confronti delle vittime.
La pena più elevata è stata inflitta ad Anna Cesarulo, ritenuta figura centrale del sistema, condannata a 7 anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Enzo Cesarulo è stato invece condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione.
Antonietta Marotta, Alberico Dolce e Antonio Dolce dovranno scontare 3 anni e 4 mesi ciascuno, con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Il Tribunale ha inoltre disposto sanzioni economiche comprese tra 9mila e 11mila euro, oltre al pagamento delle spese processuali.
Sul fronte civile, i risarcimenti stabiliti arrivano fino a 178mila euro. Nel procedimento è stata ammessa come parte civile anche l’Associazione Antiracket Antiusura. Bruno Marotta è stato assolto perché il fatto non sussiste, mentre per alcune posizioni è intervenuta la prescrizione. Prescritto anche il reato di associazione a delinquere semplice.

Le indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Agropoli, supportate da intercettazioni e testimonianze, hanno consentito di ricostruire un sistema di prestiti con interessi che, secondo l’accusa, superavano il 100% annuo. Gli investigatori hanno acquisito assegni, cambiali e ricevute firmate dalle vittime, che sarebbero state costrette a pagamenti anche sotto minaccia.
Nel corso dell’inchiesta sono emersi inoltre episodi di ricettazione e furti ai danni di attività commerciali e gioiellerie del territorio.
La vicenda giudiziaria non si conclude con la sentenza di primo grado. L’avvocato Antonio Mondelli, difensore di Anna Cesarulo e Antonio Dolce, ha già annunciato la volontà di presentare ricorso in appello.




