Dopo il decreto sulle nuove posizioni apicali, l’opposizione chiede chiarezza: interrogazione di Raffaele Pesce sulle nomine e sulle incoerenze già evidenziate da Cilento Post
AGROPOLI — Le nomine dei responsabili degli uffici comunali per il 2026 finiscono ufficialmente al centro del confronto politico. Dopo il decreto firmato dal sindaco Roberto Mutalipassi, arriva l’interrogazione del consigliere di opposizione Raffaele Pesce che chiede chiarimenti sui criteri utilizzati per l’attribuzione degli incarichi di Elevata Qualificazione e sulla coerenza tra competenze professionali e ruoli assegnati.
Il provvedimento sindacale, che ha ridefinito le dieci aree organizzative dell’Ente con la nomina dei nuovi responsabili, era già stato oggetto di attenzione nelle scorse settimane anche da parte di Cilento Post, che aveva evidenziato alcune criticità legate alla struttura organizzativa e alla distribuzione delle deleghe interne. Ora quelle stesse perplessità entrano formalmente negli atti del Consiglio comunale.
Nell’interrogazione, Pesce sottolinea come dal decreto non emergerebbe alcuna istruttoria comparativa tra i dipendenti dell’Ente, né criteri oggettivi di valutazione dei titoli, delle esperienze e delle competenze. Un passaggio che, secondo il consigliere, assume particolare rilievo perché le posizioni di Elevata Qualificazione richiedono autonomia gestionale, alta professionalità e specifica esperienza nei settori assegnati.
Il punto più delicato riguarda l’Area Politiche Sociali, Giovanili e Pari Opportunità, per la quale – si legge nell’atto – sarebbe stata individuata una figura proveniente da ambiti differenti, mentre all’interno del Comune risulterebbero presenti professionalità con esperienza più coerente con le funzioni attribuite. Un elemento che, secondo l’opposizione, potrebbe incidere sull’efficacia dell’azione amministrativa e sulla qualità dei servizi ai cittadini.
Pesce richiama anche il regolamento comunale sull’organizzazione degli uffici, che prevede per gli incarichi apicali titoli di studio attinenti o almeno cinque anni di esperienza specifica nelle materie oggetto dell’incarico. Da qui la richiesta di sapere quali criteri siano stati adottati, se sia stata effettuata una valutazione comparativa e su quali basi siano state effettuate le scelte.
Non è la prima volta che la riorganizzazione interna del Comune finisce sotto osservazione. Gli articoli pubblicati da Cilento Post avevano già segnalato come la modifica della struttura organizzativa e la ridefinizione delle aree potesse aprire interrogativi sulla distribuzione delle responsabilità e sul peso delle nuove figure apicali all’interno della macchina comunale.
L’interrogazione sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale utile dopo il 27 marzo, dove l’opposizione chiede che vengano forniti chiarimenti tecnici puntuali, anche con la presenza dei responsabili interessati. Un passaggio che si preannuncia politicamente significativo, perché tocca uno dei nodi più sensibili dell’attuale amministrazione: l’organizzazione interna degli uffici e le scelte sulle figure chiave chiamate a gestire i servizi dell’Ente.
La questione, oltre al piano tecnico, apre inevitabilmente anche quello politico. Perché quando le nomine diventano terreno di scontro, il tema non è solo chi viene scelto, ma soprattutto come e perché.


