Dalla posidonia alle pedane in legno, il piano dell’amministrazione Mutalipassi per uno dei luoghi simbolo della città riapre il confronto politico su tempi, priorità e consenso
Potrebbe apparire contraddittorio ignorare un progetto che la Giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Mutalipassi ha scelto di mettere al centro dell’attenzione pubblica. Al centro della delibera c’è la Marina di Agropoli, uno dei luoghi più identitari della città, ricordato da molti agropolesi come l’area che fino a circa venticinque anni fa veniva vissuta anche per prendere il sole e fare il bagno.
Proprio per questo, l’iniziativa approvata dall’esecutivo municipale si presta a una lettura che va oltre l’aspetto tecnico. Dopo anni segnati da incuria e dall’assenza di una visione concreta, l’intervento arriva in una fase politicamente delicata, a un anno dalle elezioni amministrative del 2027. Un tempismo che inevitabilmente alimenta osservazioni e interrogativi in città.
L’amministrazione definisce l’intervento come un’opera di “rigenerazione urbana”, espressione che ad Agropoli richiama già altri interventi discussi, a partire da quello realizzato tra viale Europa e via Pio X, alle porte di piazza Vittorio Veneto. Ed è proprio questo richiamo a far emergere un tema politico preciso: per molti cittadini la delibera sulla Marina si colloca in una fase in cui ogni scelta urbanistica rischia di essere letta anche alla luce della campagna elettorale ormai alle porte.
Nel dettaglio, il progetto è curato dal responsabile dell’Area Porto e Demanio, l’architetto Gaetano Cerminara, e prevede il mantenimento dei depositi di posidonia spiaggiata. L’intervento dovrebbe avvenire attraverso la rimodellazione del cumulo con la formazione di terrazzamenti, secondo i criteri dell’ingegneria naturalistica, privilegiando – si legge – soluzioni durevoli, ecocompatibili e reversibili, integrate nel contesto paesaggistico.
Una parte del cumulo, previa analisi chimica, verrebbe stesa sulla porzione di spiaggia ormai mineralizzata, mentre la parte eccedente dovrebbe essere reimmessa in mare ai sensi della legge “Salva Mare”. Il piano contempla inoltre la realizzazione di una pedana in legno marino polifunzionale, pensata per coprire la posidonia e destinata sia all’uso come solarium sia ad accogliere eventi.
Prevista anche l’installazione di una passerella in legno per l’accesso in acqua, oltre a una ulteriore pedana pedonale da collocare al di sotto del muro della strada di via Riviera Franco Antonicelli. L’impianto progettuale punta su strutture leggere e sull’utilizzo del legno, con l’obiettivo dichiarato di garantire un inserimento armonico e non invasivo nel paesaggio costiero.
Resta però il nodo politico di fondo. Perché se da un lato la Marina torna finalmente al centro di un progetto, dall’altro il ritardo con cui si arriva a questa scelta pesa nel giudizio pubblico. E così, più che l’annuncio in sé, sarà la capacità dell’amministrazione di trasformare la delibera in un’opera concreta, credibile e condivisa a determinare la reale portata dell’intervento. Ad Agropoli, infatti, il confine tra riqualificazione e operazione di consenso è ormai il vero terreno dello scontro.




