Mercoledì 8 aprile alle 17 la mobilitazione promossa da associazioni locali, contestata l’ospitalità a riservisti e sostenitori di Israele, richiesta trasparenza alle strutture
Nuova mobilitazione nel Cilento sul tema del conflitto israelo-palestinese. Le associazioni Comitato Cilento-Palestina, Donne in Nero Cilento e Global Movement to Gaza Campania hanno annunciato un presidio per mercoledì 8 aprile, alle ore 17, davanti all’ingresso dell’Hotel Ariston Paestum.
L’iniziativa arriva dopo il flash mob del 3 aprile e punta a ribadire il dissenso rispetto alla scelta della struttura di ospitare turisti israeliani, tra cui – secondo quanto riferito dagli organizzatori – anche militari e riservisti.
Al centro delle polemiche anche la prevista partecipazione, poi finita nel mirino delle contestazioni, di Ofer Winter, ex generale di brigata dell’esercito israeliano, figura vicina alla destra nazional-religiosa. La sua presenza nel Cilento aveva già suscitato reazioni istituzionali, tra cui quella del Comune di San Giovanni a Piro che lo ha dichiarato “persona non gradita”.
Secondo i promotori, la protesta non è rivolta contro una nazionalità specifica, ma contro chiunque sia ritenuto complice di violazioni dei diritti umani. Le associazioni parlano di una mobilitazione per difendere i principi di pace e giustizia, sostenendo che il territorio non debba diventare spazio di propaganda per chi – a loro avviso – sostiene azioni militari contro il popolo palestinese.
Nel documento diffuso si fa riferimento anche alle responsabilità politiche più ampie, con critiche rivolte ai governi europei per il mancato intervento sulle presunte violazioni dei diritti umani e per i rapporti economici e militari con Israele. Viene inoltre richiamato il concetto di “turismo etico”, con l’invito a non accogliere soggetti ritenuti coinvolti o sostenitori di azioni militari contro civili.
Il presidio è aperto alla partecipazione della cittadinanza. Gli organizzatori chiedono maggiore trasparenza alle strutture ricettive e alle istituzioni coinvolte, ribadendo la volontà di mantenere il Cilento come territorio di accoglienza ma fondato sul rispetto del diritto internazionale.




