All’Auditorium del Parco Archeologico confronto tra istituzioni e territori, Cerullo porta il modello del Biodistretto cilentano come esempio concreto di sviluppo sostenibile
Si è conclusa all’Auditorium del Parco Archeologico di Pompei la tavola rotonda “Verso una rete archeo-agricola del Mediterraneo”, momento centrale della prima Fiera dell’archeo-agricoltura dei territori del Mediterraneo.
L’incontro ha riunito istituzioni, enti territoriali e realtà produttive con l’obiettivo di costruire un modello condiviso di sviluppo sostenibile, capace di mettere in relazione archeologia, agricoltura, paesaggio e comunità.
Tra gli interventi più significativi, spicca quello di Antonio Cerullo, vicesindaco di Ceraso e rappresentante del Biodistretto, che ha portato all’attenzione dei presenti l’esperienza concreta del territorio cilentano. Una presenza che ha dato voce a un modello radicato nella tradizione ma proiettato verso una dimensione internazionale.
Cerullo ha ribadito con forza il valore della filiera corta e della produzione biologica: “Siamo i custodi di una vita autentica. Quella filiera corta che parte dalla raccolta sotto casa e arriva alle nostre tavole con la genuinità dei prodotti biologici”.
Un modello che, come sottolineato dallo stesso vicesindaco, ha ormai superato i confini locali: “Fino a ieri era considerato una nicchia; oggi è un riferimento globale. Dopo il successo al Congresso Mondiale in Cina, l’incontro di oggi conferma che siamo riconosciuti: unire storia, salute e tutela dell’ambiente è la vera sfida da portare avanti”.
La tavola rotonda si è articolata in due sessioni dedicate al ruolo delle DMO nella gestione del turismo e agli enti di governo delle aree naturali, evidenziando la necessità di una visione integrata per lo sviluppo dei territori.
Da Pompei emerge dunque una linea chiara: fare rete tra esperienze e identità locali per costruire un futuro sostenibile, con il Cilento protagonista anche grazie al contributo diretto di amministratori come Cerullo.


