Il colonnello dei carabinieri è rientrato da lunedì, sarà a disposizione del Cufa in attesa della nuova destinazione e delle motivazioni della sentenza
Fabio Cagnazzo è tornato in servizio con l’Arma dei Carabinieri. Da lunedì, il colonnello è rientrato ufficialmente in attività, compiendo un ulteriore passo verso la chiusura di una vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, assassinato nel settembre del 2010.
La posizione dell’ufficiale aveva subito una svolta lo scorso 27 marzo, quando al termine dell’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Salerno, Giovanni Rossi, Cagnazzo è stato prosciolto dall’accusa di concorso nell’omicidio dell’ex amministratore cilentano.
All’inizio di questa settimana si è conclusa un’altra fase delicata per il colonnello: il rientro effettivo nell’Arma. Attualmente Cagnazzo è a disposizione del comandante del Cufa, il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, struttura specializzata dei Carabinieri istituita nel 2017 dopo l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato e impegnata nelle attività legate alle questioni ambientali.
Si tratterebbe, con ogni probabilità, di una destinazione temporanea. Nelle prossime settimane, infatti, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri dovrà stabilire il nuovo incarico dell’ufficiale.
Prima di una decisione definitiva, però, potrebbe risultare decisiva la pubblicazione delle motivazioni della sentenza del tribunale di Salerno, documento che chiarirà nel dettaglio le ragioni per cui il giudice ha ritenuto di far cadere ogni accusa nei confronti di Cagnazzo.
La vicenda resta inevitabilmente legata al nome di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso oltre quindici anni fa, un delitto che continua a rappresentare una delle pagine più complesse e dolorose della storia recente del Cilento.




