Quote incassate, fornitori non pagati e famiglie costrette a versare nuovi soldi per evitare il distacco delle utenze
Un nuovo caso scuote Battipaglia, dove un amministratore di condominio è finito al centro di una denuncia per una presunta appropriazione indebita da oltre 50mila euro.
Secondo quanto emerso, per circa due anni il professionista avrebbe incassato regolarmente le quote versate dai residenti senza però attivare il conto corrente condominiale obbligatorio. Una gestione rimasta fuori dai normali canali di controllo e che avrebbe impedito ai condomini di verificare con chiarezza entrate, uscite e pagamenti effettuati.
Il caso è esploso quando alcuni fornitori hanno iniziato a sollecitare direttamente i proprietari per il saldo di utenze e servizi rimasti insoluti. A quel punto i condomini hanno scoperto un pesante buco di bilancio. Non solo bollette non pagate: anche i premi della polizza assicurativa dello stabile, destinati a garantire coperture in caso di danni a terzi o calamità, sarebbero stati dirottati altrove.
Per le famiglie il danno è stato doppio. Oltre alle somme già versate e non correttamente impiegate, i residenti sarebbero stati costretti a raccogliere nuove quote per evitare il distacco immediato di acqua e luce.
È già stata avviata la procedura per la nomina di un nuovo amministratore, mentre la denuncia presentata alle forze dell’ordine ipotizza il reato di appropriazione indebita. Una vicenda che ora potrebbe conoscere ulteriori sviluppi sul piano giudiziario.


