Sentenza del Tribunale di Salerno dopo le accuse rivolte a un maresciallo dei carabinieri durante un comizio elettorale
Il Tribunale di Salerno ha condannato in primo grado il vicesindaco di Roccadaspide, Girolamo Auricchio, nell’ambito di un procedimento per diffamazione aggravata ai danni di un sottufficiale dell’Arma dei Carabinieri.
La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico Pasqualina Caiazzo della Prima Sezione Penale nella pubblica udienza del 12 maggio 2026. Come riportato nel dispositivo della sentenza, il Tribunale “concesse le circostanze attenuanti generiche” ha condannato Auricchio “alla pena di euro 300,00 di multa, oltre al pagamento delle spese processuali”.
Nel provvedimento si legge inoltre che il giudice ha disposto, per la parte civile Tommasino Iovino, la liquidazione della somma complessiva di 2mila euro per spese ed onorari, oltre IVA e CPA come per legge, con ulteriore risarcimento del danno da quantificare in separata sede civile. Il Tribunale ha indicato in 90 giorni il termine per il deposito della sentenza.
L’inchiesta era partita dopo la querela presentata dal maresciallo Tommasino Iovino, ex comandante della Stazione Carabinieri di Roccadaspide. Secondo l’accusa, durante un comizio elettorale tenutosi nel 2021 presso il ristorante “La Vigna” in località Tempalta, l’allora ex sindaco Auricchio avrebbe pronunciato dichiarazioni ritenute diffamatorie nei confronti del militare, divulgando anche informazioni riguardanti la sua sfera personale.
Il pubblico ministero Francesca Saccone della Procura di Salerno aveva disposto la citazione diretta a giudizio contestando il reato di diffamazione aggravata dal fatto che la persona offesa fosse un pubblico ufficiale.
Il comizio, secondo quanto emerso nel procedimento, sarebbe stato registrato e successivamente pubblicato su YouTube da terzi. Il maresciallo Iovino, informato da alcune persone presenti, avrebbe poi verificato personalmente il contenuto delle dichiarazioni diffuse online.
Auricchio, difeso dall’avvocato Felice Lentini, ha già preannunciato ricorso in Appello. La parte civile Tommasino Iovino era invece assistita dall’avvocato Sabrina Palumbo


