Dopo le polemiche sulla delibera 106, il consigliere di opposizione torna all’attacco dell’amministrazione Rizzo, “Ci sono 100 milioni del bando Sport e Periferie 2026, basta regalare il patrimonio pubblico”
Torna al centro del dibattito politico a Castellabate la questione della gestione del campo sportivo “De Vivo”, già oggetto di un duro scontro nelle scorse settimane tra maggioranza e opposizione. A rilanciare la polemica è ancora una volta il consigliere comunale di minoranza Costabile Nicoletti, che torna ad attaccare l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Rizzo parlando apertamente di un “regalo ai privati” ai danni della collettività.
Secondo Nicoletti, la pubblicazione del bando ministeriale “Sport e Periferie 2026”, avvenuta il 14 maggio, rappresenterebbe una svolta decisiva. Il programma nazionale mette infatti a disposizione 100 milioni di euro destinati agli impianti sportivi comunali, con la possibilità per gli enti locali di presentare progetti dal 4 al 25 giugno.
Per il consigliere di opposizione, questa opportunità cancellerebbe ogni motivazione alla base dell’indirizzo scelto dalla Giunta comunale con la delibera n.106 del 6 maggio 2026, attraverso la quale il Comune ha avviato una ricerca di soggetti privati interessati a investire e gestire l’impianto sportivo “De Vivo”.
“Il Comune può e deve agire in autonomia, senza i privati”, afferma Nicoletti, chiedendo all’amministrazione di annullare la delibera, bloccare l’iter e attivare immediatamente l’Ufficio Tecnico per candidare il progetto ai fondi statali entro la scadenza prevista.
Secondo l’esponente di minoranza, grazie ai finanziamenti pubblici il “De Vivo” potrebbe restare “al 100% pubblico e accessibile a tutti, senza logiche speculative”. Da qui anche l’affondo politico: “Il futuro dei nostri ragazzi non si appalta”.
Nicoletti torna poi sulle accuse già mosse nei giorni scorsi contro la linea amministrativa della maggioranza, parlando di una “totale assenza di strategia politica” e denunciando quella che definisce una contraddizione tra le scelte adottate sul “De Vivo” e la vicenda “Helios” a Castellabate Capoluogo.
Nel mirino del consigliere finiscono infatti due percorsi amministrativi ritenuti opposti: da una parte, sostiene Nicoletti, il Comune sarebbe pronto a lasciare spazio ai privati per la gestione di un bene pubblico ottenuto in comodato dalla Regione Campania; dall’altra, invece, l’ente avrebbe insistito nel tentativo di trasformare un bene privato in pubblico attraverso procedure di esproprio, con conseguenze economiche pesanti per le casse comunali.
“Quali sono le logiche che fanno rinunciare a finanziamenti a fondo perduto sul De Vivo mentre ci indebitiamo per l’Helios?”, chiede Nicoletti, che ribadisce la necessità di puntare su un vero polo sportivo pubblico e strategico per il territorio.
La questione continua dunque ad alimentare il confronto politico a Castellabate, con il tema della gestione del patrimonio pubblico destinato a restare al centro del dibattito nelle prossime settimane.


