Avvisi notificati dalla Procura di Salerno, contestata la turbativa d’asta aggravata in concorso, venti giorni per le difese
La Procura della Repubblica di Salerno ha chiuso l’inchiesta sull’appalto per la realizzazione del sottopasso ferroviario di Capaccio Paestum. Sono sette le persone raggiunte dagli avvisi di conclusione delle indagini preliminari notificati nell’ambito del procedimento coordinato dal pm Alessandro Di Vico.
Al centro dell’indagine c’è l’appalto relativo alla “Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum”, opera finanziata dalla Regione Campania con fondi di Sviluppo e Coesione per un importo complessivo di 7 milioni di euro, di cui circa 5 milioni come base d’asta.
I lavori erano stati inaugurati il 22 aprile 2024 con una cerimonia pubblica dall’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Franco Alfieri.
Le accuse e i nomi degli indagati
Secondo l’impostazione accusatoria, al vaglio degli inquirenti ci sarebbe una presunta turbativa d’asta aggravata in concorso. Gli accertamenti sono stati condotti dalla Guardia di Finanza.
Tra i destinatari dell’avviso figurano Franco Alfieri, Andrea Campanile, Federica Turi, Rup del progetto poi dimessasi, il direttore dei lavori Gianvito Bello, i componenti della commissione di gara Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo, e Nicola Aulisio, titolare dell’impresa aggiudicataria.
La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini non equivale a una condanna né a un rinvio a giudizio. Gli indagati, assistiti dai rispettivi legali, avranno ora venti giorni di tempo per presentare memorie difensive, depositare documenti o chiedere di essere interrogati.
Solo dopo questa fase il pubblico ministero deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione per ciascuna posizione.
Il collegamento con il precedente fascicolo
Il nuovo procedimento si inserisce nel solco delle indagini che avevano già riguardato presunte irregolarità negli appalti pubblici in provincia di Salerno. Il riferimento è al filone noto come “Alfieri bis”, che aveva riguardato anche interventi come la Fondovalle Calore e l’Aversana.
Quel procedimento, dopo tredici mesi di indagini, è stato archiviato nel gennaio 2026 su richiesta dello stesso pm Di Vico. In quella fase erano stati prosciolti, tra gli altri, anche Franco Alfieri, Luca Cascone e Michele Angelo Lizio.
L’archiviazione del precedente fascicolo non ha però impedito alla Procura di proseguire gli approfondimenti su nuovi elementi investigativi. Da qui la nuova contestazione legata all’appalto del sottopasso ferroviario di Paestum.
Una vicenda giudiziaria ancora aperta
La vicenda riporta al centro dell’attenzione un’opera considerata strategica per la mobilità di Capaccio Paestum e per il collegamento con l’area archeologica. Ma il nodo, adesso, non riguarda l’utilità dell’intervento, bensì le modalità con cui sarebbe stata gestita la procedura di gara.
Sul piano giudiziario, il percorso è ancora nella fase preliminare. Resta ferma la presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.


