Il sindaco risponde all’inchiesta sull’obesità infantile: «Il problema non è la Dieta Mediterranea, ma il sistema alimentare dominato dagli ultraprocessati»
POLLICA. La Dieta Mediterranea non è il problema, ma una delle principali soluzioni contro l’obesità infantile. È la posizione espressa dal sindaco di Pollica, Comunità Emblematica UNESCO della Dieta Mediterranea, che interviene dopo l’inchiesta della BBC dedicata all’aumento dell’obesità tra i bambini italiani.
Secondo l’amministrazione comunale, raccontare l’Italia come il Paese che avrebbe tradito la Dieta Mediterranea significa offrire una visione parziale della realtà. Il vero nodo, sostiene il Comune, è la crescente diffusione di alimenti ultraprocessati, favorita da un sistema economico che privilegia il profitto rispetto alla salute pubblica.
I dati del progetto LAFA
A sostegno della propria posizione, Pollica cita i risultati del progetto LAFA – Longevity & Fertility Algorithm, coordinato dall’Università degli Studi di Salerno nell’ambito del programma nazionale ONFOODS – PNRR.
L’indagine, condotta su studenti dell’Istituto Omnicomprensivo “Ancel Keys”, evidenzia che il 30,6% dei bambini e degli adolescenti del territorio presenta un’elevata aderenza alla Dieta Mediterranea, circa il doppio della media nazionale e quasi tre volte quella del Sud Italia.
Il punteggio medio KIDMED di 6,4 su 12 colloca inoltre il territorio tra le realtà più virtuose del bacino mediterraneo.
Tra gli indicatori più significativi emerge che:

- il 96% utilizza quotidianamente olio extravergine d’oliva;
- il 75% consuma regolarmente piatti preparati con il soffritto tradizionale;
- oltre il 70% mangia legumi almeno una volta alla settimana;
- l’82% frequenta un fast food al massimo una volta a settimana.
«Non colpevolizziamo le famiglie»
Per il sindaco, concentrare il dibattito esclusivamente sulle responsabilità delle famiglie significa affrontare solo gli effetti del problema.
«I bambini italiani non sono un popolo di obesi e l’Italia non può essere raccontata come il Paese che ha tradito la Dieta Mediterranea. Esistono territori come Pollica che dimostrano come questo modello continui a funzionare quando viene realmente sostenuto».
L’amministrazione evidenzia come i risultati siano il frutto di una strategia che integra educazione alimentare, mense scolastiche ispirate alla Dieta Mediterranea, ricerca scientifica, valorizzazione delle produzioni locali e pianificazione urbana.
Le nuove proposte del Comune
Pollica annuncia inoltre un rafforzamento delle proprie politiche pubbliche, con l’obiettivo di introdurre:
- il divieto della pubblicità del cosiddetto “cibo spazzatura” sul territorio comunale;
- criteri premiali nelle concessioni pubbliche per chi promuove la Dieta Mediterranea;
- la conferma del divieto di apertura di nuovi fast food.
Il Comune propone anche una normativa nazionale che introduca un contributo economico a carico dei produttori di alimenti con i peggiori profili nutrizionali, destinato a finanziare le politiche di prevenzione dell’obesità, del diabete e delle malattie cardiovascolari.
Infine, il sindaco rivolge un invito alla BBC affinché completi la propria inchiesta visitando Pollica, dove – sottolinea – «dal lavoro di Ancel e Margaret Keys fino alle attività del Centro Studi Angelo Vassallo continuiamo a dimostrare che la Dieta Mediterranea è un modello contemporaneo di salute, ricerca ed educazione».




