Sabato 8 agosto alle 19 l’antico strumento del Settecento sarà protagonista di un evento dedicato alla valorizzazione del patrimonio artistico, musicale e spirituale della comunità
C’è una voce che, dopo quasi due secoli e mezzo, continua a parlare alla comunità di Altavilla Silentina. È quella dell’organo storico costruito da Silverio e Leonardo Carelli tra il 1776 e il 1778, custodito nella Chiesa di San Biagio, che sabato 8 agosto alle ore 19.00 tornerà a risuonare in occasione di un prestigioso Concerto d’Organo dedicato alla valorizzazione di uno dei più significativi patrimoni artistici e musicali del territorio.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Parrocchia di Sant’Antonino e Sant’Egidio, guidata da Padre Salvatore Grazioso, e la Pro Loco Altavilla Silentina 2023 APS, presieduta da Oreste Acito, con l’obiettivo di restituire alla comunità la bellezza e il valore di uno strumento che per generazioni ha accompagnato la preghiera, la liturgia e i momenti più significativi della vita della comunità.
Il concerto si inserisce nel percorso culturale promosso dalla Parrocchia, volto alla cura e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e spirituale del territorio attraverso iniziative che mettono in dialogo musica, arte e partecipazione della comunità. Un cammino che intende riscoprire i luoghi non soltanto come beni da conservare, ma come spazi vivi, capaci ancora oggi di generare cultura, bellezza e senso di appartenenza.
Ad esibirsi sarà un gruppo di organisti provenienti da scuole e territori diversi, unito da un autentico spirito di collaborazione nella ricerca, nello studio e nella valorizzazione del patrimonio organario italiano. Un’esperienza che rappresenta un unicum nel panorama organistico, fondata sulla condivisione delle competenze e sull’impegno concreto per la tutela di strumenti storici spesso dimenticati.

«Più che di un suono – afferma il Maestro Riccardo Maria Valente – bisognerebbe parlare di una voce che ritorna. In un tempo spesso assordante, l’organo continua a parlare attraverso la sua musica, penetrando nei cuori come ha fatto per intere generazioni, accompagnando la preghiera, il raccoglimento e la memoria di una comunità.»
Determinante è stato anche l’impegno del Maestro Riccardo Maccarrone, ispettore degli organi per la Basilicata, che da anni promuove il recupero e il restauro di antichi strumenti in diverse regioni italiane. Grazie a questo lavoro, numerosi organi, destinati al silenzio e all’incuria, sono tornati a vivere, restituendo ai territori una parte preziosa della loro identità culturale.
Il restauro dell’organo di San Biagio rappresenta un esempio concreto di come una comunità consapevole del valore del proprio patrimonio possa recuperarlo, custodirlo e renderlo nuovamente protagonista della vita culturale. Il concerto dell’8 agosto diventa così l’incontro tra una voce ritrovata e una comunità chiamata ad ascoltarla e a custodirla.
Il programma vedrà alternarsi all’organo Lucio Carlucci, Achille Giordano, Riccardo Maccarrone, Giorgio Muto, Riccardo Maria Valente e Maria Violanti, con musiche di Bernardo Pasquini, Giovanni Maria Trabaci, Domenico Zipoli, Girolamo Frescobaldi, Andrea Luchesi, Girolamo Schiavon, Alessandro Scarlatti, Fedele Fenaroli e Felice Piazza, offrendo al pubblico un viaggio nella grande tradizione organistica italiana tra Sei e Settecento.




