La più anziana aveva 92 anni e come il resto delle vittime risiedevano nella cittadina cilentana, Immediato l’arrivo dei soccorsi e dei Vigili del Fuoco
Alle prime luci dell’alba di oggi, sulla SS18, si è verificato un pauroso incidente stradale nella rotatoria di Cioffi, località situata ad Eboli. Una terribile tragedia che ha visto coinvolta un’auto, una Audi A4, la cui causa è ancora oggetto di indagine.
Secondo le prime informazioni raccolte, l’auto ha sfondato il guardrail e si è ribaltata più volte prima di terminare la sua corsa nel piazzale adiacente all’intersezione stradale. A bordo vi erano tre persone, tutte decedute sul colpo: Aniello Rozza, 67 anni, la moglie Virgilia Iovino, 65 anni, e la madre di quest’ultima, Santina De Riggi, donna di 92 anni. La famiglia, originaria di Camposano (Na), risiedeva ad Agropoli.
Al momento, le cause dell’incidente non sono ancora chiare, ma sembra che a tradire il conducente, Aniello Rozza, possa essere stato un improvviso colpo di sonno o un malore. Le forze dell’ordine e i vigili del fuoco del distaccamento di Eboli sono intervenuti tempestivamente sul luogo dell’incidente, unitamente a due ambulanze, ma purtroppo per le vittime non c’è stato nulla da fare.
I carabinieri della locale Compagnia, sotto la guida del capitano Emanuele Tanzilli, hanno effettuato i rilievi del sinistro e informato il magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Salerno, che ha disposto l’esame esterno sulle salme a cura del medico legale.
A causa dell’incidente, la SS18 è stata temporaneamente chiusa al traffico per consentire tutte le operazioni di soccorso e di indagine. La comunità di Eboli è sotto shock per la perdita di queste vite preziose, e la vicenda ha scosso profondamente la città.
In queste ore di dolore e sconcerto, ci uniamo al cordoglio dei familiari delle vittime e della comunità di Eboli, sperando che l’indagine possa fornire risposte chiare sull’accaduto. Incidents come questo ci ricordano l’importanza di guidare con prudenza e attenzione costante sulla strada, per evitare tragedie simili in futuro.


