Dopo settimane di indagini gli inquirenti hanno deciso l’arresto, questa mattina all’alba i militari della Compagnia di Agropoli hanno fermato l’uomo
Sono settimane che si rincorrevano le notizie sul possibile coinvolgimento di Kai Dausel sulla morte della compagna Silvia Nowak. All’alba, i carabinieri della Compagnia di Agropoli hanno fermato, Kai 62 anni, per le presunte responsabilità della morte 53enne tedesca trovata semi-carbonizzata il 18 ottobre scorso in un bosco di Ogliastro Marina, frazione di Castellabate. L’uomo, unico indagato per il delitto, è stato tradotto nel carcere di Vallo della Lucania dopo le operazioni di fotosegnalamento. Il fermo è stato disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania, guidata dal procuratore capo facente funzioni Antonio Cantarella, che questa mattina ha illustrato i dettagli del caso in una conferenza stampa.
L’accusa: omicidio aggravato e distruzione di cadavere
Kai Dausel è accusato di aver ucciso la compagna nel pomeriggio del 15 ottobre 2024, in un luogo isolato nei pressi della proprietà della donna. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe colpito ripetutamente la vittima con un corpo contundente e tagliente, per poi cercare di distruggere il cadavere utilizzando il fuoco. A sostegno dell’accusa, il decreto di fermo riporta un quadro indiziario grave, basato su prove dichiarative, documentali, logiche e scientifiche, tra cui i rilievi e gli accertamenti eseguiti dal RIS di Roma.
Indagini: simulazione e perquisizioni
La Procura ritiene che, dopo il delitto, Dausel abbia simulato la scomparsa di Silvia Nowak, partecipando perfino a iniziative locali per ricordarla. Contestualmente all’arresto, i carabinieri hanno eseguito perquisizioni presso le abitazioni frequentate dall’indagato dopo l’omicidio, alla ricerca di ulteriori prove utili all’inchiesta.
Conferenza stampa delle autorità
Alla conferenza stampa hanno partecipato il procuratore Antonio Cantarella, il procuratore Antonio Pizzi, il colonnello Filippo Melchiorre, comandante provinciale dei Carabinieri di Salerno, il capitano Giuseppe Colella, comandante della Compagnia Carabinieri di Agropoli, e il tenente Nicola Di Benedetto, comandante del Nucleo Operativo Radiomobile, insieme al comandante della stazione dei carabinieri di Santa Maria di Castellabate, Marco Cesa.
Attesa la convalida del fermo
Il decreto di fermo è stato inviato al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania, che dovrà valutarne la convalida e decidere sull’emissione di una misura cautelare personale. Le accuse restano subordinate al principio di presunzione di innocenza, garantito dal nostro ordinamento, fino a eventuale condanna definitiva.




