Migliaia di dispositivi anti-Covid dimenticati all’esterno dell’istituto: tra stupore, polemiche e dubbi sulla gestione delle forniture
Un insolito spettacolo ha colpito studenti e cittadini di Vallo della Lucania: davanti all’Istituto Cenni-Marconi è comparsa una distesa di scatoloni contenenti mascherine e flaconi di gel igienizzante. Materiale rimasto inutilizzato dopo la pandemia e ora accatastato in uno spazio esterno, visibile persino dalle finestre dei laboratori.
La scoperta ha suscitato sorpresa e interrogativi. Quelle che durante l’emergenza sanitaria erano considerate risorse indispensabili per garantire la sicurezza nelle scuole, oggi appaiono come un simbolo di spreco e di scarsa programmazione. Migliaia di pezzi, mai impiegati e apparentemente dimenticati, rischiano adesso di trasformarsi in rifiuti da smaltire con attenzione.
La vicenda apre un nuovo fronte di riflessione sull’enorme mole di forniture distribuite agli istituti scolastici negli anni della crisi pandemica. Allora si correva contro il tempo per proteggere studenti e personale, oggi resta il nodo di una gestione che, in assenza di controlli e piani di recupero, può tradursi in accumuli inutilizzati e potenziali problemi ambientali.
Le immagini dei cartoni ammassati hanno già iniziato a circolare, alimentando discussioni e polemiche. Una questione che richiama la necessità di trasparenza, vigilanza e responsabilità, perché l’emergenza può essere finita, ma le sue conseguenze — anche materiali — sono ancora davanti agli occhi di tutti.




