La Diocesi chiarisce la posizione canonica del religioso, dimesso nel 2022 dai Missionari del Sacro Cuore e invita la comunità a non partecipare alle celebrazioni da lui officiate, la prossima a Paestum
La Diocesi di Vallo della Lucania richiama l’attenzione dei fedeli sul caso di padre Giuseppe Galliano, al centro di una vicenda disciplinare che negli ultimi giorni ha creato incertezza e interrogativi nelle comunità locali. Per due giorni Padre Galliano andrà a Paestum per un ritiro spirituale in un Hotel del posto dal 25 novembre prossimo. Il Vescovo Calvosa per scongiurare una partecipazione dei fedeli ha voluto emanare il comunicato.
Secondo quanto ricostruito dalla Diocesi, il religioso è stato dimesso il 17 maggio 2022 dalla Congregazione dei Missionari del Sacro Cuore. La decisione, presa dal Superiore Generale, è motivata da “ostinata disobbedienza alle legittime disposizioni impartite dai superiori in materia grave”. La dimissione ha avuto conseguenze immediate sul suo status ecclesiastico.
Il decreto fa riferimento al canone 701 del Codice di diritto canonico. Tale norma stabilisce che un religioso chierico dimesso da un istituto non può esercitare gli ordini sacri “se prima non ha trovato un Vescovo il quale […], lo accolga o almeno gli consenta l’esercizio degli ordini sacri”. Ad oggi, nessun Vescovo ha concesso a padre Galliano l’accoglienza richiesta o l’autorizzazione necessaria.
Di conseguenza, spiega la Diocesi, ogni azione liturgica celebrata da padre Galliano risulta non conforme alle norme della Chiesa. Il richiamo riguarda anche eventuali attività svolte al di fuori dei luoghi di culto.
Negli ultimi tempi, sono emerse segnalazioni sulla presenza del sacerdote in alcune iniziative religiose nel territorio di Vallo della Lucania. Da qui la decisione del vescovo Vincenzo Calvosa di rivolgersi direttamente ai fedeli. Nel testo diffuso alla comunità, il presule invita a non partecipare “a qualsiasi titolo, ad attività di esercizio dell’ordine sacro che fossero poste in essere da padre Galliano”, richiamando il proprio “dovere di Pastore e guida del Popolo santo di Dio”.
La comunicazione, conclude la Diocesi, sarà diffusa capillarmente affinché “venga resa nota a tutti i fedeli”.




