La città riconosce il valore del lavoro del celebre oncologo Cerimonia in Aula Consiliare con la sindaca Cecilia Francese, tra interventi e testimonianze
Raccontare una battaglia contro la malattia significa anche riconoscere chi ha dedicato la propria vita alla ricerca. È in questo spirito che Battipaglia ha scelto di attribuire la cittadinanza onoraria al professor Paolo Antonio Ascierto, uno dei massimi esperti internazionali di oncologia e immunoterapia.
La cerimonia si è svolta questa mattina nell’Aula Consiliare. La sindaca Cecilia Francese ha accolto il professore in Municipio, consegnandogli l’onorificenza approvata dal Consiglio comunale. Un gesto simbolico ma carico di significato, rivolto a una figura che negli anni ha intrecciato con la città un rapporto solido e costante.
Nel comunicato diffuso dal Comune si ricorda che Ascierto è “figura di riferimento internazionale nell’oncologia e nella immunoterapia, la sua attività ha contribuito in modo decisivo a introdurre e consolidare l’uso di terapie che hanno cambiato la storia del melanoma e di altri tumori trasformando l’immunoterapia in un pilastro della lotta contro il cancro”. Una frase che fotografa la portata del suo lavoro.
Il testo istituzionale sottolinea anche un altro aspetto chiave della sua ricerca: “Non meno importante è stato il suo impegno nello studio dei meccanismi di resistenza ai farmaci e nella ricerca di strategie combinate che permettano di superare l’adattabilità del tumore e di prolungare la sopravvivenza dei pazienti”. Un impegno costante, che negli anni ha ampliato le prospettive terapeutiche per migliaia di persone.
Durante il suo intervento, Ascierto ha richiamato il legame costruito con Battipaglia. Ha parlato dei tanti professionisti e delle associazioni del territorio con cui ha collaborato, ricordando come quel rapporto umano e operativo abbia rappresentato un valore aggiunto nella sua esperienza.
La cerimonia si è conclusa in un clima di partecipazione sobria. Un riconoscimento che la città ha scelto di attribuire non solo allo scienziato, ma alla visione di una ricerca che resta al servizio della comunità.




