Perché quando due attività dello stesso settore nascono una accanto all’altra, si attiva un fenomeno particolare: un meccanismo che riguarda percezione, abitudine e posizionamento territoriale
A Sapri, in Via Kennedy, c’è una curiosità che vale la pena osservare da vicino:
due negozi di abbigliamento per bambini — Idexé e Blukids — praticamente porta accanto.
E qui nasce una domanda che, sapendo che sono un business coach in PNL, alcuni miei amici mi fanno spesso, curiosi:
“Ma Idexé e Blukids così vicini… non si fanno concorrenza?”
È una domanda naturale.
La parte davvero interessante, però, non è la domanda in sé: è ciò che la loro vicinanza crea.
Perché quando due attività dello stesso settore nascono una accanto all’altra, si attiva un fenomeno particolare — un meccanismo che riguarda percezione, abitudine e posizionamento territoriale.
L’ancoraggio geografico: quando un luogo diventa un messaggio
In PNL, l’ancoraggio è quel processo per cui uno stimolo ne richiama automaticamente un altro.
Nel marketing territoriale avviene un effetto simile: un luogo inizia a richiamare una categoria nella mente delle persone.
È il motivo per cui in tante città troviamo:
- vie di gioiellieri,
- strade di parrucchieri,
- zone di ristoranti.
È geografia che diventa comunicazione.
Così, quando Idexé e Blukids si trovano praticamente affiancati, nel tempo producono un effetto naturale:
Via Kennedy viene percepita come la zona dedicata ai bambini per abbigliamento e shopping.
La mente del cliente funziona così: associa, raggruppa, crea mappe.
La forza di un polo tematico
Quando due negozi simili si trovano a pochi metri, succedono tre cose molto chiare:
- La decisione d’acquisto si semplifica: “Vado lì, trovo tutto”.
- Si genera un flusso spontaneo verso la zona, non verso un singolo negozio.
- Il territorio si specializza, anche senza accordi tra le attività.
In economia si parla di co-opetition:
competizione + cooperazione involontaria, perché la presenza dell’uno aumenta l’attenzione anche sull’altro.
Via Kennedy funziona così: non come competizione frontale, ma come concentrazione di categoria.
Le “strade dell’oro” iniziano sempre così
Quando lavoro con aziende, attività locali e professionisti, una delle prime cose che facciamo — oltre alla definizione degli obiettivi ben formati — è leggere il territorio.
Perché spesso, dietro ciò che sembra casuale, c’è uno schema preciso che influisce sulle scelte, sulle abitudini e sulle opportunità di un’attività:
Un settore, più punti vicini, un’abitudine che nasce.
E quella via diventa “la via giusta” per una certa necessità.
È il modo in cui nascono quelle che nelle grandi città vengono chiamate strade dell’oro — vie che catalizzano attenzione, scelta e riconoscibilità.
Sapri, in questo senso, ha già piccoli casi da osservare.
Cosa impariamo da Via Kennedy
La vicinanza tra Idexé e Blukids mostra una lezione utile per tutto il territorio cilentano:
Non sempre la distanza crea forza.
A volte è la concentrazione a costruirla.
Perché la concorrenza non si affronta evitando gli altri.
Si affronta diventando un riferimento chiaro nella mente delle persone.
E quando un territorio impara a riconoscere questi fenomeni — e a usarli — cresce con più solidità, visione e consapevolezza.




