Dopo le dimissioni di Cauceglia e il mancato rinnovo a Napoliello il corpo perde risorse e guida mentre i gruppi consiliari cercano una quadra con esponenti esterni alla maggioranza
Ad Agropoli la gestione del Comando della Polizia Locale è entrata in una fase di stallo che sta incidendo sull’operatività del corpo. Il tema è tornato al centro del confronto politico dopo le dimissioni di Maurizio Cauceglia da vicecomandante e il mancato rinnovo del contratto a Ermanno Napoliello, motivato ufficialmente “per mancanza di fondi” sulle 18 ore settimanali.
A cercare una soluzione è il neonato gruppo consiliare indipendente “Agropoli oltre Agropoli”, che punta a ottenere un risultato diverso dall’ultimo Consiglio comunale, giudicato deludente da chi attendeva una voce autonoma. Il confronto, però, non avviene direttamente con il sindaco ma con un esponente esterno alla maggioranza. Sullo sfondo restano le resistenze di una parte dell’amministrazione verso l’ipotesi Cauceglia comandante: in passato, spiegano fonti politiche, in qualità di Polizia giudiziaria avrebbe firmato numerosi atti, “pestando i piedi a troppe persone”. Il primo cittadino prova a mantenere un equilibrio, finora senza riuscirci.
Nel frattempo il comando è retto in regime di facente funzione dal segretario Minardi, soluzione che evidenzia l’assenza di una vera catena di comando. Ed è proprio l’organizzazione interna a preoccupare. Negli ultimi anni il Comune ha investito circa 100mila euro in veicoli e motoveicoli, oltre 30mila euro in attrezzature informatiche, senza contare dotazioni come drone, dash cam e sistemi di certificazione. Investimenti che, oggi, rischiano di non tradursi in servizi adeguati per carenza di personale e col passare del tempo .
Durante la gestione Rinaldi, ricordano gli addetti ai lavori, il parco mezzi era stato potenziato e si era intervenuti sull’organico: otto agenti part time erano stati portati da 12 a 24 ore e poi fino a 34, attivate convenzioni con Capaccio Paestum per Rinaldi, Nastari come ufficiale e tre agenti, con Salento e Ascea per altri operatori, con Ceraso per Napoliello; inoltre tre impiegati amministrativi della Cst Sistemi Sud supportavano l’ufficio verbali. Un assetto che, secondo la ricostruzione, è stato progressivamente smantellato al 31 dicembre.
Nel dettaglio, tra settembre e ottobre i part time da 24 ore sono tornati a 12, i tre amministrativi hanno cessato il servizio a fine anno senza rinnovo, e non è stato prorogato il contratto di Napoliello, indicato come figura strategica per il comando. L’unico ufficiale rimasto in organico, Astone, viene impiegato due giorni a settimana al museo in qualità di archeologo. Una situazione che rende complessa la gestione delle funzioni: polizia giudiziaria e tutela del territorio, polizia amministrativa, pratiche migratorie e di ospitalità per extracomunitari, gestione verbali, ingiunzioni di pagamento, contenziosi con prefettura e giudice di pace, Ztl e permessi, supporto ai servizi sociali, viabilità.
Senza una struttura di comando definita “è tutto allo sbando”, con una caduta della funzionalità e rapporti istituzionali indeboliti con prefettura, tribunale, procura e altri corpi di polizia. Sul piano operativo, viene segnalato anche il rischio di un blackout dei servizi per scadenze legate ai contratti di fornitura, dal carburante per i mezzi al canile convenzionato.
Il nodo resta politico e organizzativo: trovare una guida stabile e riposizionare le risorse umane per rendere effettivi investimenti già sostenuti e riportare il corpo a livelli adeguati di efficienza. Fino a quando non si scioglierà la “quadra” sul comando, la Polizia Locale di Agropoli continuerà a operare in una condizione di precarietà.


