A Pollica 2800 viti di aglianico distrutte nel 2022 e nel 2025, contenzioso senza esito con il Parco, la denuncia del dottor Francesco Boccarrato
Un vigneto completamente distrutto, per ben due volte, dall’invasione dei cinghiali. È accaduto nel 2022 e di nuovo nel 2025, cancellando anni di lavoro, investimenti e speranze. Una vicenda che oggi si trasforma in una denuncia pubblica e in una decisione estrema: la chiusura dell’attività agricola.
A lanciare l’allarme è il dottor Francesco Boccarrato, titolare dell’azienda Cilento Nutraceutico, realtà agricola con circa 2800 viti di aglianico di pregio nel territorio di Pollica. Un patrimonio produttivo andato completamente perso a causa dei ripetuti assalti della fauna selvatica, senza che – secondo quanto riferito – siano arrivate risposte concrete dalle istituzioni competenti.
Dopo i danni subiti, l’azienda ha avviato un contenzioso legale con l’Ente Parco del Cilento per ottenere un ristoro economico. Un percorso lungo e complesso che, tuttavia, non ha prodotto alcun risultato. «Siamo stati lasciati soli – è la denuncia – senza tutele reali per chi lavora e investe nel rispetto dell’ambiente».
Una situazione che ha portato l’azienda allo stremo, fino alla decisione di fermare tutto. Una scelta dolorosa, che rischia di diventare simbolo di una crisi più ampia che coinvolge l’agricoltura del territorio, sempre più esposta ai danni provocati dalla fauna selvatica e priva di strumenti efficaci di compensazione.
L’azienda Cilento Nutraceutico nasce dall’intuizione del chimico dottor Francesco Boccarrato, laureato in Chimica pura, che da oltre cinquant’anni porta avanti studi sui principi bioattivi presenti negli alimenti. La produzione è incentrata su alimenti nutraceutici biologici, considerati parte integrante delle fondamenta della Dieta Mediterranea, elaborata dal fisiologo, biologo e nutrizionista statunitense Ancel Keys proprio nel Comune di Pollica.
Una storia di ricerca, agricoltura di qualità e legame con il territorio che oggi rischia di spegnersi, travolta da un’emergenza che continua a colpire duramente le aziende agricole del Cilento.


